Vista dall'Avversario: Molfetta
Presentazione,aspettative, commenti, preparazione della gara e della trasferta vista dagli avversari.
A cura di "Skuat"
Per barcellonabasket.net
Dopo la vittoria in terra sicula contro Agrigento, la Nuova Virtus Molfetta sperava di poter bissare quel successo tra le mura amiche contro il pur molto quotato San Severo. Il finale però dice che San Severo ha portato a casa i 2 punti in palio, anche meritatamente. E allora alla Virtus non resta che sperare nella prossima gara di campionato per cercare di raccogliere nuovamente una vittoria. Il problema è che la prossima gara è la trasferta in casa del Barcellona, capolista solitaria che dopo un inizio stentato, ha dimostrato a tutti di essere tra le più forti. Pertanto, più che speranze molfettesi, potremmo parlare di sogno molfettese di battere l’Igea, ma nello sport nulla è impossibile, e visto che l’aria isolana ha già portato al successo due settimane fa, chissà che non porti allo stesso risultato.
La Virtus si presenta a Barcellona con il consueto dilemma, chi degli 11 a disposizione di coach Russo rimarrà in tribuna? Dilemma che il coach svelerà agli stessi giocatori solo domenica, dopo aver fatto le sue dovute valutazioni sulla condizione degli stessi e sull’avversario in questione.
Intano analizza bene come sfruttare al meglio ognuno degli undici a sua disposizione.
Partendo dalla cabina di regia troviamo il capitano Andrea Maggi, che dopo alcuni problemi di inizio campionato è tornato ad essere il giocatore determinante che si è sempre dimostrato: se lui è in palla la squadra gira. Maggi è uno di quelli che non vuole arrendersi mai, lotta su tutti i palloni, cerca di sporcare un passaggio o di rubare palla. Questo però lo porta spesso ha caricarsi ben presto di falli che ne limitano l’utilizzo.
In sua assenza c’è l’under Gialloreto, classe 87’, ex Chieti (B dil.), che comunque quando è in campo non fa rimpiangere il capitano. Ottima circolazione di palla e visione di gioco. Col passare delle partite ha preso coraggio credendo di più in se stesso, e commettendo qualche errore in meno, tipo palle perse che comunque ogni tanto ci scappano, ma quello che più lo caratterizza in positivo è il suo tiro da tre, al quale spesso si affida con ottimi risultati, tiro pulitissimo nella sua esecuzione, altrettanto bello da vedere.
Il reparto esterni conta elementi del calibro di Malamov e Zambirni come guardie e di Cucinelli e Teofilo come ali piccole, all’occorrenza anche nel ruolo di 4.
Malamov, talento sopraffino e sicuramente innato in lui, spesso quest’anno non è stato continuo come tutti avrebbero sperato. Giocatore determinante per la squadra: lo si capisce quando inizia a giocare bene, e tutto va per il meglio. Non a caso in quelle partite dove lui ha dato il meglio di sé, la Virtus ha vinto o ci è andata vicina (vedi precampionato dove era in forma super e partite contro Ostuni e Agrigento). Anche lui (d’altronde quest’anno quasi tutto il roster) ha dovuto superare alcuni acciacchi che lo hanno visto indisponibile in alcuni match, ma ora sta tornado in ottima forma.
Zambrini, l’ultimo acquisto della campagna estiva (prima dell’acquisto non preventivato di Fessia), doveva essere anche lui un punto di riferimento per la squadra, per alternarsi con Malamov e Cucinelli. Sicuramente nelle ultime settimane i dolori alla spalla lo stanno limitando molto, ma anche prima di questi problemi, a parte l’esordio a Matera dove era stato il migliore dei suoi, avevo mostrato non troppo. La sua velocità nei cambi di direzione, nelle penetrazioni, e soprattutto nell’arresto e tiro, devono essere un’arma in più per la Virtus, alla quale serve tantissimo il suo apporto.
Come cambi da guardia c’è il giovane Bellman, che con il suo fisico e la velocità, e con una difesa aggressiva cerca di dare una mano in quei pochi minuti a sua disposizione.
Terminale offensivo della squadra è Maurizio Cucinelli, tiro da tre mortifero, del quale fa la sua arma migliore. Forse ogni tanto sparacchia un po’ troppo dalla linea dei 6.25, ma è colui che nei momenti importanti deve segnare, e si prende la responsabilità di farlo, non sempre però in maniera ottimale. Nelle ultime settimane sta trovando anche lui la giusta condizione, anche se il problema al pollice destro ancora lo tormenta.
Arrivato nel mercato di riparazione, Teofilo si è subito ambientato a Molfetta, non essendo certo un problema per lui che ci era già stato per tanti anni. Qualche errore in campo in alcune partite hanno fatto aumentare le voci che lo addicevano come un un acquisto senza senso, inutile, ma lui quando scende in campo ci mette tutto quello che ha per poter aiutare la squadra, compreso il cuore. Difesa aggressiva che infastidisce e non poco l’avversario, tiro dalla distanza da non sottovalutare per niente: ecco le sue armi. Nonostante le due tribune nelle ultime tre partite è in ottima forma.
Il giovane Peresini va a completare il reparto delle ali, ma ha visto ben poche volte il parquet quest’anno.
Reparto lunghi: miglior lungo della A dil. dello scorso anno insieme a Di Marcantonio, quest’anno forse ha sentito la mancanza accanto a sé di uno come Lollo. È Lillo Leo che sicuramente a reso meno di quanto ci si aspettava. Molto meno utilizzato il tiro dalla distanza che lo caratterizzava in positivo, in alcune partite ha avuto anche molti problemi sotto canestro. Ma quando gioca bene, come sa fare lui, diventa il Leo che conoscevamo. E ultimamente sembra si stia riprendendo anch’egli dagli acciacchi.
In coppia con lui quest’anno c’è Diego Fessia, preso in extremis in estate, e dopo le diverse critiche che lo ritenevano non all’altezza della serie, prima si è ripreso dai problemi fisici, poi si è ripreso anche gli interessi dai critici rivelandosi più che utile alla causa, trovandosi a lottare sotto canestro spesso da solo e risultando il migliore dei suoi al termine di diverse parite.
Filippo Tagliabue, classe ’88, al debutto in questa categoria, si è ritrovato a inizio stagione ad essere il lungo titolare. Per essere un esordiente nella categoria ha fatto il meglio che poteva, non sfigurando di fronte ad avversari di livello. Certo se fosse più concreto e soprattutto grintoso sotto canestro sarebbe tutta un’altra storia, ma forse giocherebbe anche in un'altra serie.
Infine l’uomo che da ormai quasi due mesi sta cercando di dare il suo credo cestistico alla squadra: più possessi di squadra, derivanti da una maggiore intensità difensiva: Roberto Russo. Pian piano ha inculcato i suoi pensieri alla squadra che altrettanto pian piano li sta assimilando. Ma i miglioramenti ci sono, e la trasferta di Barcellona non è una partita persa in partenza. Si va sul campo e poi ci si gioca la partita.
di Giordano Germinario
Skuat
G.G.