Sottosopra per lo sgomento
Rubrica: Ru...diamoci sopra
by Lanacaprina
Il fattore sorpresa rende una storia avvincente. Sono le continue “rivoluzioni emotive” che cadenzano cardioritmicamente il coinvolgimento e la passione. Succede, tuttavia, che anche il più emozionante e travolgente vincolo sentimentale possa finire. Fine è l’epilogo, il proemio sgradito cui, inevitabilmente, consegue l’amarezza. Se poi la parola fine non è condivisa dalle parti, quando si rimane sedotti ed abbandonati e non ci si lascia di comune accordo, allora è più di un semplice dolore: l’angoscia di essere rifiutati spesso degenera in malattia lasciando inariditi e confusi. Ed è quindi ansia, apatia, frustrazione e si ha un crollo dei nervi.
“…a malincuore formalizziamo le nostre dimissioni da membri dell'Associazione…”
Sedotti ed abbandonati dunque, un breve lapidario comunicato ed il trio delle meraviglie si congeda dai Sottosopra. E dire che, in quanto a membri i tre erano, effettivamente, i più rappresentativi, soprattutto Reed i cui tratti somatici risaltano la sua gran faccia di “membro”! Moralizzatore indefesso gli difetta l’inde ma è tanto, ma tanto, FESSO.
Relativamente al resto del trio cosa dire?! non si pigliano se non si rassomigliano:
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Tequila è il bevitore, un santo di cui si narra l’epopea (la leggenda del santo bevitore). Sulla strada del rientro da Palestrina si è immolato all’aedo e, beato, ha navigato nuovi orizzonti… smarrendo la tramontana. Tequila è un suonato adesso vibra come le corde tese di un Arpa ma, sciaguratamente, vale poco meno di una Lira. È un pessimo elemento …e per questo ci mancherà.
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Luna risente, occorre dirlo, l’influenza negativa delle stelle, pensava di aver conosciuto l’astro, la Cometa ma, ahimé!, ha dovuto accontentarsi di un di un disastro, di un comico. L’avevamo messa in guardia sulle naturali possibilità del suo rubacuori ma lei s’è accontentata e tutto ciò, per noi è Reedicolo.
e coi sonetti ti tendiam la mano
come che si conviene a perito cortigiano
nostro illuminato, eroico Mariano.
Tu unico e supremo, nostro precettore
a te volgiamo in pena il nostro cuore.
Tu Reedentore purificator di folla
non consentir che tutto si risolva in bolla.
P’aver peccato soprafatti dalla panza
di tua indulgenza ci resta sol speranza.
L’è vero un antipasto, un pesce, uno spaghetto,
giammai dovean sortir tale sgambetto.
Puntuale come ogn’ora, tu veritiero e saggio
che ne sarà di noi dimani quand’è maggio?!
Certo l’iniziativa a noi non brilla
se per organizzarci ci si affida a Spilla.
E tutto si dissolve e va a puttana
se poi c’è Nato a Baffo a cercar “tana”.
I prossimi bagagli sono pronti,
mai più saran di rilevanza i “conti”,
abbiamo indosso pure le magliette
sciarpe, giubbini e pure le trombette.
Caro Mariano di noi tu abbi pena
e per tua grazia rimettici a Serena
per nostra prece riservaci un pochino
dalla crudeltà di Alcool Costantino.
Noi ti invochiamo e ti benediciamo
o Mariano – o Mariano!
Ma tuttavia se l’ira non ti passa
Vabbè! Pazienza rivolgiti a Bokassa!!!!!