Non ricordo quand’è stata l’ultima volta che l’ho sentito chiamare Porcino, di sicuro Baffo è il “nomignolo” che proprio gli si addice. Di certo, chi gli ha affibbiato tale soprannome non ha inteso affatto ingiuriarlo ma premiarlo alla carriera, una sorta di annunciazione che rende l’autore di tale affibbio un poeta.
Un premio alla carriera, dicevamo, per un percorso che, sebbene ancora da tracciare, già preludeva ad affidabile evidenza così tanto quanto inaffidabile fosse il soggetto.
Baffo quando solo egli c’è e mostra la sua faccia, fa notizia e già per questo che, assegnandogli il vezzoso titolo, l’autore merita ogni plauso.
“Nato” nel quartiere Immacolata, cresciuto tra i rigori di un ambiente a rischio, viene svezzato dal fratello maggiore “ndriaumagnacciu” che lo avvierà, precoce, alla pratica leccatoria. Dopo un periglioso e DURO periodo di praticantato, passato di palo in palo (giammai di palo in frasca), il nostro approfondirà le sue conoscenze attuali e postume ed anche quelle posteriori.
Di lui è noto quando ammutolì confondendo la MUTA da sub con una gigantografia a sfondo porno – immancabile lo sbigottimento all’impossibilità di penetrarne la cute.
Allibito per tanto dispendio d’ignorantità, tenterà d’instradarlo sulla retta via il Maestro Spilla, già di suo poco retto e tanto “sgambitto”. Baffo ne apprezzerà le qualità nel gestire le carte a zecchinetta e a mazzetti apprendendo, almeno in apparenza, l’arte della scommessa, ma… inevitabile il banco di prova.
Primo test i tiri liberi, avversario TatuccioSigma, risultato? Portafoglio vuoto e tanto, tanto, isterismo.
Proverà a carte: mazzetti, l’avversario ancora Tatofailaspesa e… altro flop e altrettante lacrime.
Impunito scommetterà ancora, ma no più col PatronDiPalleEMercati: - se si vince a Ferentino permetterò di violare il mio spazio IMMACOLATO… S’è vinto, ma nessuno ha approfittato del retroBaffo, non oggi quantomeno, benché quel varco ai più è sembrato un tunnel molto frequentato.
Lui non ama viaggiare, non va in treno, in aereo e per mare… Baffo non va, lui non va proprio, eppure Spilla nel suo ultimo, disperato, anelito d’altruismo l’ha persino convertito al pullman. Puntuale alle sette è tra i primi a guadagnare il posto… altrettanto tempestivo alle sette e cinque sarà lui a lamentare disagi e scomodità.
Spilla, l’altruista, escogiterà per lui tante soste rifocillanti e numerosi panini rinvigorenti, nulla però potrà per saziarne le insistenti voglie sboccate: diciamocelo, Baffo è l’unico tossico che tira di lingua anziché dal naso.
Il naso poi, proprio nel bel viaggio, gli servirà ad apprezzare le gags divertenti, di pirotecnica caprina ispirazione, che terranno allegra la carovana itinerante.
Godi Baffuto, benedetta sia l’ignorantità che impedisce ai tanti di comprendere ciò che è genio di pochi.
