
Eppure tanti giurano che quel bambino color ebano....
Rubrica: Ru...diamoci sopra
by Lanacaprina
Senza Veli e Senza Vergogna
…eppure in tanti giurano che quel bambino color ebano, salito a bordo a Pisa nero come il carboncino, raggiunto l’aeroporto di Palermo sia diventato bianco come la panna.
Un miracolo! Vi starete chiedendo, macchè! Nessun fenomeno soprannaturale; a far sbiancare il creolo una portentosa azione aerosol distribuita durante il viaggio dalla nuova compagnia internazionale di voli: la CapRayan GasAir, varata sabato direzione Palermo Pisa e ritorno. Ma questa è solo la fine, volete che vi racconti com’è andato quest’ennesimo fine settimana? D’accordo, benvenuti a bordo allora.
Palermo s’è svegliata di buon mattino, l’aria è frizzante, divertita, lo strombazzare dell’auto accoglie una comitiva insolita, coloratissima ed affamata, i SottoSopressaters che, come sempre affamati, hanno come prima ed unica tappa il rifornimento di calorie e carboidrati. Nella friggitoria, la stessa dello scorso anno, Spilla chiede il suo Camogli ma ottiene tanti insulti ed un “CaMeusa”. La famiglia fegato spappolato - Conte Padre e Conte Figlio - rimedia una mezza dozzina di panini ripieni di panelle, cervello, milza, polmoni, pollo, cozze, aragoste, porchetta e schifezze varie, dissetandosi poi con l’olio della frittura. Caprinis si mantiene leggero con una colazione a base di cornetti allo sterco di pecora. Tutti gli altri trangugeranno fritture e piscio in egual misura …ne vedremo delle belle a quanto pare.
Il Falcone Borsellino ci accoglie nervoso, il tempo di parcheggiare e già i primi controlli, il metal detector non rinviene niente di anomalo ma gli agenti non stanno tranquilli, l’olezzo è comunque allarmante. Sull’aereo, come avvenne con Mosè, è subito separazione delle acque, il Mar Rosso (non solo per via delle nostre felpe) da una parte, il resto dei viaggiatori da un’altra.
La bella hostess è assai cortese ed è prodiga di gentilezze, ma nulla può in soccorso della poverina che ha preso posto proprio alle nostre spalle, per fortuna l’attrezzatura di bordo consiste anche nelle mascherine d’emergenza, ne indosseremo una a testa a qualcuno però, e non qualcuno a caso, la maschera verrà messa al posto delle brache, a mo di pannolone.
Cielo terso, visibilità eccellente, niente vento… eppure il viaggio riserverà mille turbolenze agli ignari passeggeri e soprattutto ad una bella musicista diretta a Faenza per cantare, rimarrà senza parole ed anche senza voce la malcapitata, l’avvocato “veloce manolesta” gli regala emozioni e strizza… non salirà mai più in aereo e, di sicuro, non ha cantato a Faenza.
Lido ci accoglie a Pisa, col suo 55 posti ci porterà a Siena, si aspettava fossimo i giocatori, ci dirà, e non si sbaglia perché, armato il tavolino, si da il via al torneo di briscola e tresette …mentre, sul campo B, il campionato mondiale di scorregge. Dopo la sosta all’autogrill il pullman non l’intende più di ripartire, mi toccherà giurare che terrò a freno il Bazooka, una bugia ma a fin di bene.
Dopo centosessanta km di marcia, sedici cambi di panno al Diarrea – un cambio ogni 10 km - e tanta cordialità con l’autista, raggiungiamo il Palasport. Ci faranno accomodare in terrazza, per ringraziarli gli regaleremo l’ennesima emozione rimandando le sorprese, come ormai spesso avviene, all’ultimo minuto …ultimo minuto ma anche, ultima pallottola e unico punto, sufficiente per il nostro delirio e per il loro sconforto.
Si festeggia con buon Chianti e pasto appetitoso su proposta di Domenico che vive a Siena, lavora a Siena ma parla sempre “baccialunisi”, anche Lido da Pisa ormai parla siciliano e scorreggia in volgo, anche se un po’ in disparte, timido com’è. A pancia piena, abbracciamo Domenico e salutiamo il Puzzola Bokassa, che rimarrà a Siena ancora un giorno - il tempo di una strigliata dalla moglie per via di una partita di buon sangue, inopinatamente tirata in ballo.
Fa freddo quando raggiungiamo il terminal, Lido ci saluta commosso, Pisa ci riaccoglie sospetta. A spasso fino alle quattro in cerca invano di “coperte” e donnine da far innamorare …due mazzuti giovinotti ci spiano da una finestra, meglio andar via Marrazzo docet!
Ore 6.30 il RayanAir si dirige verso Palermo.
Su 12 poltrone altrettanti cialtroni provano a far riposar le membra stanche, saranno gli unici a prender sonno gli altri passeggeri conosceranno il dramma di un puzzolentissimo ritorno a casa. Nuvole nel cielo e nuvole a bordo, in entrambi i casi la pressione è forte irrespirabile malsana …forse per questo un grido spezzerà il silenzio: vergogna!
Provvidenziale l’intervento dell’hostess, ancora una maschera a testa, qualche pannolone e tutti zitti in pieno torpore. All’atterraggio, tra lo stupore generale, anche quel bambino che vi assicuro era scuro, anzi scurissimo, toglierà la sua mascherina di protezione ma, miracolo o diavoleria, adesso è bianco, proprio come un giglio. Per colpa o per merito? Chi lo sa, di sicuro è stato meglio darsela a gambe!
Oggi la Rayan Air è stata cancellata dalle compagnie aeree… se volete, però, potete ancora volare con la CapRayanGasAir nata da poco e, sicuramente, riservata a pochi.