lanacaprina

 

BACI, MARI E MONTI

Rubrica: Ru...diamoci sopra

by Lanacaprina

 

 

 

Quella povera creatura indifesa del Peppuccio sembra proprio un cucciolo bastonato, nemmeno il tempo di accomodarsi in macchina e già si contorce per le fitte lancinanti al colon. Nelle ultime settantadue ore ha cagato ettolitri di spuma di feci ma non vuole rinunciare alla gitarella tra amici nella città degli cioccolatini. Ha digiunato tutta la settimana poverino e, seppur straziato dallo spasimo, si compiace d’aver perso 4 chili. “ Tutta cacca benedetta”, ci racconta compiaciuto e, ispirato dalla faccia di culo del fido suo compare: Nino il veloce, conferma che non è l’unica merda che avrebbe voluto allontanare da se.

Messina è a poca strada, la raggiungiamo presto, e siccome c’è tanto tempo prima dell’imbarco, pensiamo bene d’impiegare il lasso litigando col personale marinaro. A sedare ogni ardore una gelida pioggerellina rompiballe, bastevole a rinviare il cimento bellico a data da destinarsi.

“HARBET MACHT FREI”

Sulla Caronte è tutta un’altra storia, abbandonato al suo triste destino Peppuccio l’agonizzante, raggiungiamo il Self Service, non c’è il Camogli, ma poco importa assaltiamo i piedi dei tavolini, Spilla da solo ne divora una serie infinita, risparmiando solo l’highlander, il sopravvissuto, sarà il tavolino della strage. L’orologio batte due rintocchi, i viziosi hanno da poco allontanato i probi, è baccarat e, poco dopo, “Otto”VanTatuccio, carte alla mano darà luogo all’olocausto. Dall’eccidio non si salva nessun marinaio e persino il capitano affonderà insieme alla sua barca. Ore tre, nel silenzio della notte Spilla, lieto d’aver limitato i danni, raggiunge la cabina, leggero come una piuma accede al sul giaciglio e sazio scatena la sue gioie profondendo generose dosi di turbolenti effetti.

A Salerno la voce metallica dello speaker mette fine ad un silenzio “rumoroso” e, anziché annunciare l’arrivo al porto, notizierà i sopravvissuti circa una taglia sul capo di un nazista aguzzino, narrando altresì di rimesse bancarie profuse da incauti marinai biscazzieri: che imbarcata gente!

Sa di mentire il Conte mentre giura fedeltà al codice della strada e sorride sornione quando Spilla gli consegna le chiavi della macchina. Sperpera perfidia, il Nino Veloce, mentre assiste alle implosioni dolorose del Peppuccio, pregustando il copioso patrimonio quale unico erede per espressa volontà pronunciata in vita con notarile, estorto, consenso.

Bokassa intanto, sulla safety-car, s’arrischia di disciplinare i singulti violenti del Barone Rampante, anzi no, scusate! del Conte non udente.

EDONISMO E CULTURA DI VITA

Il viaggio dura 4 ore, il tempo giusto da dedicare al simposio del professore Spilla su un tema a lui assai caro: Durezza, Durevolezza, Durante e sull’argomento, il dotto relatore, dimostrerà d’aver tanto da dire ma, ahiLui!, poco da rappresentare.

Perugia, ai più riporta in mente gustosi baci, per noi oggi significa partita …per Spilla, invece, vuol dire Hotel e, quindi, camera da letto e questo, per il Maestro, significa UCRAINE, …come perchè ?!? per i massaggi no! Che altro!?!

All’ora di pranzo, da Sergio al ristorante, ad attenderci c’è Filippo30° il quale appare più shockato che rallegrato del nostro arrivo e, forse anche male interpretandone lo stupore, Patrozzo Reed e figliozzo Ex, decidono di svignarsela rinunciando al desinare. Privazione che, suo malgrado, dovrà affrontare ancora il buon Diarretico, per questo noi, devoti e solidali, decretiamo di immolarci al sacrificio della buona tavola anche - perché no - alla sua salute.

Saldato il conto, non certo senza beghe, Gabriele, suggerisce di raggiungere il paese fremente, soprattutto, d’incontrarsi coi germani e, lasciato nell’ospizio il malaticcio tutti a passeggio per le vie del borgo dove, a tal proposito: borgo cane che freddo!

Una rapida escursione, un giro introspettivo, l’ennesimo panino, l’immancabile dolcino, la discesa per le scale di mattoni, la risalita per le scale mobili e, fattasi ora tarda, …”scala e panaru” alla volta dell’albergo dove, la locale guardia medica ci riconsegna un impasticcato Peppuccino raccomandandoci di preservarlo da possibili, ulteriori, dissapori intestinali. Cosa meglio dunque, quale terapia, di una divertente partita a palla al cesto?!

CHE COS’È IL PESSIMISMO

Ad attenderci, al Pala Evangelisti, gli immancabili, fedelissimi, gruppi fuori sede insieme ai quali pregustiamo una stuzzicante scorpacciata di Baci Perugina …ci sazieremo di amaretti e sarà solo indigestione di chiacchiere. Nulla ricordo delle due ore, trascorse al Palasport, a parte ex che rotolando giù dalle gradinate scaglia invettive avverso il malefico Boka e Rondo che mi scuote, salvandomi dal torpore di indigesti effetti da cioccolatini andati a male.

Null’altro da raccontare, meglio quindi andar via, ancora in giro al freddo e al gelo fino alla vicina pizzeria dove, tra una birra ed un tramezzino, ci intratteniamo in pessimismi ed evasioni. L'ottimismo è il sale della vita, ci ricorda uno spot e non ricordo niente che reclamizzi il pessimismo.

È tardi, il tempo di rimboccate le coperte all’indisposto ed è buona notte a tutti noi, nella vana ricerca dell’oblio rinfrancante. L’indomani è già tutto alle spalle, ben altra verve ci scorterà fino al ritorno.

TRA “GHETTO”, RELITTI E REIETTI

Torniamo a bordo, la nave è sempre quella ed anche l’equipaggio. Carte, risate e foto del Pupone, il book è per bokassa, ignudo nella doccia, sorpreso a trastullarsi con le sue intimità. E per finire tavola rotonda con Spilla Re Artù a disquisire delle sue virtù e noi al suo fianco, per nulla paladini, pronti a sfidarlo in singolar tenzone. A tacitare ogni velleità il porto di Messina nell’oscurità, nuove sommosse, antichi dissapori, cosicchè Reed abbozza una sortita: “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate”, urla agli astanti il moralizzatore, rosso nel viso invaso da veemenza, la sua promessa che è di dannazione, infiamma i cuori e ci riempie di colori.

Poi con Peppuccio ritinto nelle guance ci salutiamo prima del congedo.

La riflessione?!? È facile da dirsi: tutto sommato siamo una POTENZA!