lanacaprina

 

 

Ai miei amici …e non soltanto a loro, poco più che sottintesi

 

Rubrica: Ru...diamoci sopra

by Lanacaprina

 

 

 

L’amarezza di Trapani ed il disappunto per Ostuni hanno immalinconito il mio feeling col sorriso.

 

 

Affetto da una particolare sindrome meteoropatica, provo avversione per le criticità climatiche e sociali.

 

 

L’ambiente uggioso, il temporale e il vento mi tolgono entusiasmo interferendo sui colori della mia allegria.

 

 

La luna, con tutte le sue fasi, incide sul mio umore trasfigurandolo.

 

 

Amo il sole, il buio mi rattrista ed alla notte fonda io privilegio l’alba.

 

 

Nell’Eden che io bramo è sempre estate, ma oggi è Marzo, fra un po’ sarà Maprile, quindi verrà Maggio e poi sarà baldoria …almeno credo, così m’hanno spiegato anche se, come ho già confessato, io un campionato non l’ho mai giocato.

 

 

Per lo zodiaco il segno mio è dei pesci e per gli astrologi è l’anno a noi proposto …caspiterina se è proprio quello giusto!

 

 

Io, tanto per dire, un pesce l’ho beccato, ma nel di dietro e senza il mio permesso: un Cefalone che pare una balena, comprenderete adesso la mia pena.

 

 

Squamoso e viscido sculetta maledetto mentre imbucatosi fino al mezzo busto sporge la coda scorgendoci pur gusto.

 

 

Pel suo esplorare provo gran patire ma non l’intende la belva di sortire.

 

 

Io son Sirena, o peggio son Tritone, sicuramente ho il fare del buffone, e intanto provo, è triste il mio cimento, di occultare la prova del tormento. Povero me come mi è ostile sentire lo scherno ed il dileggio soffrire , ma lo capite quanto ora io vi dico per dare la misura del castigo.

 

 

A chi racconto s’è “grossa” la mia pena chi si “compenetra” nella triste scena.

 

 

In mio soccorso i numerosi esperti, tutti campioni di pesci presi in faccia, qualcuno in cul, per quanto non ci piaccia!

 

 

Nessun rimedio, niente che sia noto, dalla consulta solo questo si rileva: “si è un cefalotto però non l’hanno cotto”, sono d’accordo, ma il dietro mi si è rotto!?

 

 

Qual è il problema, che cosa mai ti turba, del troppo faticare è la protesta, fu il carico di lavoro, cui l’hai sottoposto, per cui il tuo sedere s’è fatto tosto”.

 

 

Troppa trombetta, tanto spaparazzare, per troppa aria si rischia di scoppiare!!! Senza ricambio, senza mai ristoro persino i glutei si fasciano la “testa”, ecco il motivo dell’insolita protesta.

 

Solo scorregge, d’altro non mi pento, cos’altro dire, io l’ho tenuto intonso, salvo il passaggio, non certo senza sforzo, di tanto in tanto di un salutare stronzo.