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“A serio rischio la partita d’esordio e il campionato”

 

Nonostante il caldo di agosto cupoloni neri fanno capolino e si stagliano all’orizzonte della nuova stagione della Sigma Barcellona, mai così in evidente affanno nella sua storia recente. Delle asperità del momento e delle preoccupazioni legate al futuro abbiamo parlato col vicepresidente Fedele Genovese che, con estrema lucidità, ci ha aiutato a fare chiarezza in questo momento in cui le voci in merito ad una delle squadre di vertice della nostra regione si susseguono e si fa fatica ad orientarsi in un senso o nell’altro.
Il Dott. Genovese, da sempre uomo di fiducia di Immacolato Bonina ed al suo fianco nell’ascesa dei campionati nazionali, comincia a parlare delle ultime settimane, relative al suo mandato esplorativo nel reperimento di nuove figure a sostegno della società giallorossa: “La situazione da fine luglio ad oggi è notevolmente peggiorata, non mi nascondo. L’ultimo contatto col presidente è di domenica sera, prima delle sue ultime dichiarazioni in merito ad un probabile disimpegno. Ci troviamo in un vicolo cieco, un punto di non ritorno, la speranza è che lui cambi idea” quest’ultimo più un auspicio in verità. “Mi ha dato un mandato per vedere se ricorrono le prospettive per disputare un torneo in estrema emergenza ed io ho predisposto una tabella con tutte le spese a costo zero ma non è semplice”.

Da buon ragioniere qual’è, il vicepresidente entra nello specifico dei costi e del budget che serve per un campionato dispendioso come la seconda serie nazionale: ”Ci sono spese vive, come tasse gara, affitto impianti e palestra alle quali non puoi sottrarti. Puoi limitare quelle relative a trasferte e spostamenti, tutto questo quadro prefigura un piano di 300-350 mila euro, che sarebbe in netta controtendenza col recente passato. Inoltre poi la questione del parco ingaggio, ci si orienterebbe su una squadra dalla spiccata linea verde con ragazzi che arrivano da leghe inferiori e due americani di estrazione universitaria, rookie. Tutto ciò è stato valutato dal presidente secondo il quale senza un milione di euro sul tavolo, cifra lontana dalle nostre disponibilità attuali, non si può partire”.
Qui il dott. Genovese comincia ad avere una sua idea, del tutto autonome da quella di Bonina che rimane ai fatti comunque l’unico investitore protagonista della scena negli ultimi anni: “E’un momento difficile, la città non può esporsi, senza fra l’altro, la garanzia di avere una squadra al via del campionato. Vedo il presidente deciso, senza garanzie non si impegnerà e le sue ultime dichiarazioni vanno in tal senso. Comunque non posso biasimarlo, negli anni da solo ha fronteggiato alla quasi totalità del budget e non vuole che si ripeta anche quest’anno. Certo sulle modalità del disimpegno però avrei obiezioni perché io invece partirei con una squadra a basso profilo e poi chiederei alla città ed all’imprenditoria di starci vicina con fatti significativi. Inoltre non scordiamoci di un pregresso debitorio importante, chi si avvicinerebbe a scatola chiusa con questo pesante handicap da fronteggiare?”.

Il futuro non rassicura nessuno in città, men che meno lo stesso storico appassionato dirigente: “Io faccio grandi sacrifici, togliendo tempo alla mia abituale attività, questo per una grande passione come il basket. Ad oggi la consegna della squadra al Sindaco è di certo una formalità che non capisco e del tutto antipatica. Rischiamo seriamente che al 5 ottobre la squadra non si presenti al via del torneo e poi, dopo cinque rinunce, venga radiata in un anno in cui con la riforma dei campionati, che entrerà a regime, credo sia difficile retrocedere, senza dimenticare possibili sparizioni di altri club che avverranno in estate. La verità è che questa società si è ridotta, ad oggi consta di soli tre soci ed il rischio di incorrere nell’eventualità di sforare il budget è un’eventualità all’ordine del giorno che lo stesso Bonina non è più disposto a correre, così come accadeva in passato. Lo capisco, veleggia tra ottimismo e pessimismo ma oggi il secondo stato d’animo ha preso decisamente il sopravvento”.
Spazio in chiusura ai propositi per cercare di salvare la situazione, giunta comunque ad un punto cieco, come detto dallo stesso Genovese in apertura:
“Io farei di tutto per salvare il titolo sportivo dopo i grandi sacrifici compiuti da questi dirigenti. Parteciperei al campionato, lavorerei sul territorio e sulle giovanili senza disperdere tutto quanto. Avevo grande ottimismo, ora invece vacillo ed anche il mio ruolo si complica, come vado a parlare con nuove forze imprenditoriali se non si ha la garanzia che la squadra esisterà?”.
E’ questa una domanda che ha un facile destinatario, l’unico, che con la sua decisione potrà cambiare le sorti del basket a Barcellona e garantire ancora una volta un futuro che ad oggi sembra solo una lontana eventualità.

 
Daniele Straface