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«Abbonarsi o dare un contributo significa partecipare alla rinascita»

Oggi la riunione decisiva tra i soci 
 

«Sono nel basket da una vita e credo che questo rappresenti il momento più basso per il nostro movimento. Vedo più dubbi che certezze, quindi la prospettiva non è rosea per nessuno. Non credo migliorerà nel tempo, anzi la federazione e la lega non penso siano nelle condizioni di migliorarla».
Parole di saggio, parole di Antonello Riva, interpellato sulla situazione piuttosto controversa in cui annaspa da tempo la pallacanestro nazionale. Come noto, intanto, dal 30 giugno il suo rapporto di collaborazione con la pallacanestro barcellonese è finito, ma rimane un legame profondo col territorio, un vincolo ancora vivo che va oltre la fine della sua esperienza sul Longano. «Benché il mio mandato con Barcellona sia scaduto, tengo sempre vivi i rapporti con chi ha lavorato al mio fianco, professionisti ed amici che hanno saputo apprezzare il mio comportamento e con i quali ho instaurato un rapporto profondo di affetto - dichiara l'ormai ex general manager giallorosso -. Sento spesso il presidente Bonina e tra non molto ritornerò a Barcellona per incontrarlo. Non credo ci siano molte prospettive per continuare, anche perchè da poco ho intrapreso una nuova attività al di fuori di questo mondo, la quale mi sta riempiendo di stimoli ma che non precluderebbe, comunque, la possibilità di lavorare ancora nel mondo del basket».
Un "Nembo Kid" rinnovato, che analizza per filo e per segno i problemi che attanagliano il movimento, e di riflesso anche quelli che da mesi mettono a repentaglio la salvaguardia del progetto giallorosso. «Le nostre realtà attraversano un periodo con il quale convivono e che hanno ben presente - continua Riva -. Vivono di sponsorizzazioni e il mondo economico coesiste con delle difficoltà palpabili che non permettono di investire tantissimo nello sport. È naturale che ci siano delle restrizioni, come è normale che a Barcellona il presidente Bonina abbia lanciato l'allarme per tenere a galla un progetto importante e duraturo. Allo stesso modo, però, è bene che la città cavalchi l'onda dell'entusiasmo portato avanti con sacrificio dall'azionariato popolare o dalla proposta di fidelizzazione della campagna abbonamenti». Si unisce anche il "bomber" di Rovagnate all'appello alla cittadinanza: «Il tempo non gioca a favore di queste iniziative, soprattutto perchè la tempistica della società non è la stessa e dunque si aspettano dei risultati importanti in poco spazio. Però - aggiunge Antonello Riva - il tifoso o l'appassionato della palla a spicchi barcellonese deve andare oltre e pensare che fare l'abbonamento o il trust vuole dire contribuire alla rinascita del basket barcellonese, un'opportunità importante per stare vicino alla città e alla società. A Barcellona ci sono tutti i presupposti per garantire un campionato dignitoso, soprattutto perchè il prossimo anno non ci saranno gli stessi costi di gestione e le retrocessioni, a scanso di ribaltoni, non prevedranno una bagarre per le squadre di Gold. La situazione non è facile, ma se tutti mettono il loro sassolino sono certo che Barcellona ritornerà a far parlare di sé sul campo».
 
 

 
Mario Garofalo