Il ritrovato Hicks, le grandi rimonte e la panchina fattori decisivi per sognare
"Fondamentalmente, un buon tiratore mira a se stesso" ebbe a dire Phil Jackson, uno che non ha abbastanza dita nelle mani per infilarsi tutti gli anelli Nba vinti (ben 11). E buona parte di quei titoli li ha vinti grazie a due... discreti tiratori, ovvero Kobe Bryant e prima Michael Jordan (di MJ è nota un'altra bellissima frase: "Ho sbagliato più di 9000 tiri in carriera. Ho perso più di 300 partite. Ho sbagliato il tiro della vittoria per ben 26 volte. Ho sbagliato nella mia vita tantissime volte ed ho riprovato, ed ho sbagliato ancora. Ecco perché sono diventato il migliore").
Chissà se una di queste citazioni è passata nella testa di Michael Hicks mentre, con 1" da giocare nel primo supplementare contro Imola, riceveva dalla rimessa e depositava nel canestro la morbida sospensione che ha allungato la partita di altri 5', facendo esplodere di gioia il "PalAlberti" e di fatto regalando la vittoria alla Sigma Barcellona. A occhio – visto che eravamo molto vicini al punto del campo dal quale Hicks ha tirato – diremmo di no: l'espressione sul volto del panamense era una maschera di sicurezza e tranquillità al limite della presunzione, una sorta di «non posso mai sbagliare».
Cosa peraltro non vera, perché poteva sbagliare eccome, e oggi faremmo discorsi del tutto diversi. Ma tant'è: Mike ha messo il jump dai cinque metri (e non è la prima volta, basti pensare al tap-in vincente dello scorso anno contro Forlì sempre nel supplementare), poi ha aperto il secondo supplementare con una tripla spianando la squadra al successo dei suoi e ora si può parlare del terzo posto a due punti dalla vetta, delle otto vittorie nelle ultime nove giornate e dei prossimi tre impegni (a Forlì, in casa con Brindisi ed a Reggio Emilia) che di fatto decideranno la stagione di Barcellona. Certo, la sconfitta interna con Scafati e la bruttissima prova di squadra per tre quarti con Imola non possono passare inosservate e faranno sicuramente scattare un campanello d'allarme nella mente di coach Pancotto, ma tra infortuni e impegni ravvicinati le spiegazioni per il rendimento un po' appannato della squadra non mancano.
La cosa che ci sembra più interessante, nel commento di questa gara, è che potrebbe rivelarsi la svolta, la terza per l'esattezza, di una stagione sempre sull'altalena ancorché brillante dal punto di vista dei risultati. Svolte coincise con grandi rimonte: la prima, in casa dal -17 con Reggio Emilia, che ha impedito alla capolista di proseguire la marcia a punteggio pieno e ricacciare Barcellona nei bassifondi della classifica; la seconda, sin qui la più importante, dal -13 a Pistoia nel momento più difficile, con la conferenza stampa congiunta squadra-società arrivata provvidenzialmente a scongiurare un possibile esonero di Pancotto; e chissà che quel -15 all'inizio dell'ultimo quarto con Imola (che aveva avuto anche 16 punti di vantaggio) non si riveli il propellente per saltare i prossimi tre, decisivi ostacoli.
D'altra parte, finora sono state ben cinque le occasioni in cui Barcellona ha rimontato un deficit in doppia cifra (con minore fortuna a Verona e con Scafati); a dimostrazione sì dell'approccio spesso troppo "soft" della squadra, ma anche della sua straordinaria forza mentale e tecnica, che le consente di infliggere a qualsiasi avversaria parziali tremendi come il 22-3 nell'ultimo quarto che ha rimesso in piedi la gara con Imola.
Insomma: il rinato Hicks (che segna 16.7 punti con quasi 5 rimbalzi, il 58% da due e il 40% da tre nelle ultime sei, bilancio 5 vinte e una persa), il carattere che "inventa" le rimonte e una panchina lunga ed efficace (domenica Piazza è stato assolutamente determinante) sono i tre fattori sui quali la Sigma può contare per le prossime tre gare.
Alla fine di questo mini ciclo si avranno le idee più chiare, anche perché Barcellona è in vantaggio negli scontri diretti con Reggio Emilia (+6 all'andata) e Pistoia (2-0), mentre con Brindisi deve recuperare un -1.
Gli argomenti per l'assalto alla vetta ci sono tutti. Grazie a Hicks, che non poteva mai sbagliare.
Max Passalacqua
