pessimielementi

"PESSIMI ELEMENTI"

Rubrica di : barcellonabasket.net

a cura di Tequila


Questa settimana è la volta

di "The Voice"

 

- Siccome siamo in periodo natalizio non potevo che scegliere il più “buono” tra i “Pessimi Elementi”, quindi… per la gradinata tifo sei?

- The Voice!


- Per motivi “logistici” non puoi stare in gradinata con noi, ed allora ti chiedo: come ci vedi dalla tua postazione? Più belli i SottoSopra o i Crazy?

- Belli entrambi, specie quando si insultano a vicenda… Ma il più bello di tutti é Ex, il vero sex symbol della tifoseria giallorossa...


- “La Storia siamo noi, nessuno si senta offeso…” cantava De Gregori; in questo momento possiamo fare nostra questa frase?

- Aspettiamo ancora un po' di tempo per farla nostra. Io comunque sono orgoglioso di sentirmi parte di questa storia cominciata in C1. E sono orgoglioso di far parte della grande famiglia del “PalAlberti”. Comunque, per dirla ancora con il grande De Gregori, “la storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso, la storia siamo noi che abbiamo tutto da vincere”.


- La nostra gradinata è piena di personaggi strani, alcuni dai tratti ormai mitologici... Chi non li conosce personalmente si domanda se esistano veramente elementi come Ex, Crazy, Show, l’Alieno, Lanacaprina, Nato Baffo, e tutti gli altri… Vuoi approfittare dell’occasione per fargli sapere pubblicamente cosa pensi realmente di loro?

- Esistono, esistono... ed io proporrei una petizione per ergerli a bene di interesse comunitario.

-Ex é il mio mito, quando non fa troppi danni sui forum…

-Crazy non mi viene più a trovare in ufficio col suo alter ego Ex, ma gli voglio sempre bene.

-Show lo sento praticamente ogni giorno e sa cosa penso di lui: é tuttu testa!

-L'Alieno é evidentemente di un altro pianeta e mi lega a lui un grande affetto.

-Lanacaprina si commenta da se leggendo i suoi capolavori: é un artista della penna ma anche una persona con cui ti trovi molto a tuo agio, quando non molla ovviamente. Ma, si sa, la gente come noi non molla mai, anche a rischio di diventare cianotica...

-Nato Baffo é un grande ai tiri liberi, non dico altro…

P.S.: però non é giusto omettere l'immensa classe di Reed...!


- A Barcellona c’è un entusiasmo ormai dilagante, a dir poco contagioso; perché? Quale ritieni sia la causa scatenante della malattia pallacanestro?

- Un entusiasmo dilagante? Strano, non me ne sono mai accorto... A parte gli scherzi, ritengo che questa città abbia con il basket un rapporto particolare, a parte che per la bellezza dello sport in sé, ma anche perché inevitabilmente ritrovarsi tutti insieme la domenica a ridere, scherzare, urlare e saltellare é una cosa bellissima, che ti aiuta anche a mettere per un attimo da parte i problemi di tutti i giorni. Non é retorica: vedere intere famiglie al palazzetto la domenica é una cosa che ti fa stare bene.


- In cosa deve migliorare la gradinata tifo?

- Nelle coreografie. Fate ridere! No, scherzi a parte, non vorrei essere linciato. Se dovessi esprimermi con un voto, per me il 10 e lode é già bello che meritato, specie se penso che, dopo la trrrrrrrrrrrrrriplona di Ryan contro Palestrina, il nostro tifo faceva letteralmente tremare il parquet.


- Apriamo per un attimo il capitolo coreografie: ti chiedo semplicemente quali sono quelle che ti sono piaciute maggiormente…

- Quelle in casa con Agrigento e Trapani. Lo scorso anno anche quella con Trapani sia qui da noi che a Capo d'Orlando. Ma, tornando indietro nel tempo, ricordo la seniera contro l'Amatori Messina in C1, quando eravamo di meno al palazzo, ma ci facevamo sentire lo stesso.


- The Voice e le trasferte… aneddoti da raccontare?

- Purtroppo, a causa di problemi personali e di lavoro, non mi allontano molto da Barcellona. E di questo me ne rammarico parecchio. Sicuramente la trasferta play off a Latina lo scorso anno che mi ha permesso di fare una capatina, dopo 16 anni, in quella che considero la mia città natale, ovvero Roma. Tornarci con le persone giuste é stato davvero speciale. Vogliamo parlare poi del coro dei pompieri? Non portò benissimo, ma ci divertimmo lo stesso. La cosa più bella fu ritrovarsi a cantare sul traghetto alle cinque del mattino dopo che alla stazione di Latina eravamo scesi dal pullman cantando “all'alba vincerò”... beh se avessimo vinto pure nel tardo pomeriggio non sarebbe stato male...


- In tema di tifo organizzato, quali sono le tifoserie italiane che ti piacciono di più?

- Caserta, senza dubbio. Ma ciò che é mio é sempre più bello, quindi dico Barcellona.


- F.C. Igea Virtus e Igea Basket. Una coesistenza cittadina non sempre facile, a volte anche caratterizzata da un poco comprensibile sentimento di invidia. Che idea sulla questione ti sei fatto nel corso degli anni?

- Posso dire che sono molto dispiaciuto per come stanno andando le cose in casa Igea Virtus. Non me l'aspettavo davvero di cadere così in basso. Io sono sempre stato un grande calciofilo e quindi tifoso dell'Igea. Spero si possa fare qualcosa quantomeno per non perdere il titolo. Il glorioso titolo dell'F.C. Igea Virtus Barcellona. L'invidia o comunque questi sentimenti contrastanti credo siano anche comprensibili da un certo punto di vista, anche se non li approvo. Spero si possa arrivare a capire che non é il basket la causa di tutto.


- Giornalista, addetto stampa, speaker: quale tra questi tre ruoli ti gratifica maggiormente?

- Ognuno di questi ruoli ha una sua gratificazione. Fare il giornalista ti mette a contatto con tante persone e ti fa conoscere tante storie, tante realtà non sempre belle. Per me questo lavoro é una missione, mi fa sentire utile. Il ruolo di addetto stampa mi ha proiettato in un mondo che non conoscevo, é la mia prima vera grande esperienza in questo ruolo ad un certo livello e spero di essere sempre in grado di riuscire a svolgere al meglio il mio compito. E poi... lo speaker! E' bellissimo trascinare ed essere trascinati da un intero palazzetto. Sentire la gente per strada che imita e si entusiasma per il mio “trrrrrrrrrrrrrrrrrripla” é una cosa che mi fa molto piacere e mi onora.


- Come sta messo il giornalismo sportivo dalle nostre parti?

- Io sono uno che non dice mai “no comment”. Diciamo che, in linea generale, si può sempre migliorare. E comunque sono dell'idea che i professionisti, quelli veri, che vivono di questo mestiere, vadano maggiormente tutelati, specie considerando che, al giorno d'oggi, internet ha aperto un nuovo scenario, vastissimo, anche nel campo dell'informazione e scrivere é più facile per tutti.


- Restando in tema di media a 360°; il basket in Italia ha il giusto spazio?

- No, meriterebbe molto di più.


- Un tuffo nel passato… C’era una volta la Cestistica Barcellona…

- E c'ero io che, anche se non spesso, riuscivo, grazie a quale amico di buona volontà che mi accompagnava, a partire da Spadafora, dove sono cresciuto, per venire a Barcellona. Il resto dovevo seguirlo giocoforza in Tv. Mi piaceva parecchio quell'ambiente caldo, entusiasmante. Ero un ragazzino abituato alle partite di calcio nel campo polveroso dell'allora mia Spadaforese, il “PalAlberti” era tutto un altro mondo. Sognavo di far parte di una realtà del genere, oggi sono soddisfatto e fiero di esserci riuscito. Volere é potere.


- La nostra vita cestistica è stata caratterizzata da gioie incontenibili, ma anche da cocenti delusioni… Quali sono le partite che ricorderai per sempre?

- Beh, ce ne sono. Io non dimentico mai le sconfitte perché da quelle si impara sempre. Quindi finale play off persa ad Agrigento in C1. Non dimenticherò mai Barcellona – Latina vinta lo scorso anno, proprio sotto Natale, con un tiro di Ago all'ultimo secondo. E la partita play off in casa del 23 aprile scorso, quella persa contro Latina. Prima della partita, vedendo che si preparava quella splendida coreografia, vedendo il vostro calore, ricordo che entrai nel magazzino del “PalAlberti” per non far vedere a tutti che piangevo. Grazie a tutti voi per quelle splendide emozioni che mi avete regalato, ragazzi. Non dimentico neanche la vittoria di qualche settimana fa sempre contro Agrigento. Ogni partita, poi, ha una sua storia ed un ricordo particolare, specie se vivi ogni match con intensità.


- Un giocatore del passato più o meno recente al quale ti senti legato dal punto di vista sportivo piuttosto che umano…

- Ago ieri come oggi! Per me Ago é la nostra storia, il mio capitano, il mio “americano”. E' impossibile non sentirsi legati a lui. In C1, due anni fa, ho apprezzato molto Beto Manzo. Sul piano umano, permettimi di aggiungere, ricordo con affetto: Nick Zecca, Nelson, Hous e Riky Coviello.


- Visto che la conosci bene, ci parli della società Igea? Raccontaci particolari scabrosi!

- Beh... di scabroso c'é molto poco. Di curioso possiamo citare le peripezie del nostro GM Sandro Santoro per smettere di fumare. Ci riuscirà il nostro eroe? E poi la proverbiale pazienza di Tommaso Donato, un grande sempre e comunque. La cosa più “emozionante” (diciamo pure che me la sono fatta sotto) é stato un viaggio sulla “Panamera” del Presidente. Sono cose che, se non ci fossero, bisognerebbe inventarle...


- Dei dieci ragazzi che indossano la nostra maglia invece cosa ci dici?

- Che sono delle splendide persone, semplici e sempre disponibili.


- Il sogno di Show è quello di andare a Bologna in primavera… Riuscirà a realizzarlo?

- Me lo auguro per lui e per tutti noi. E che non gli salti in mente di avere il cuore combattuto tra due amori. Facciamo che, se riesce quella cosina che tutti speriamo succeda, Show sfila in mutande al “PalaDozza”? Secondo te accetterà?


- Se dovesse accadere quello che tutti noi speriamo ho la sensazione che Show non sarebbe il solo a sfilare in mutande… Dopo questa immagine poco natalizia e molto raccapricciante, siamo in conclusione… Dopo aver augurato “buone feste” ai lettori di Barcellonabasket.net, come sempre chiedo: sogni e speranze per la pallacanestro barcellonese…

- Sì, auguro un Natale ricco di gioia e serenità a tutta la grande famiglia di barcellonabasket.net con un abbraccio particolare a 30 gradi e Matur0 a cui voglio tanto bene. I sogni e le speranze sono quelli di avere una lunga vita piena di tantissimi successi da condividere tutti insieme con la nostra allegria, la nostra goliardia, il nostro modo splendido di vivere lo sport.