"PESSIMI ELEMENTI" Rubrica di : barcellonabasket.net
a cura di Tequila Questa settimana è la volta della Sister "SSSS" 

Intervista alla Sister
- Per la gradinata tifo sei?
- La Sister!
- Sottosopra o Crazy Girl?
- La mia strada è stata segnata da quando ero minorenne...con un fratello che ha come nick “SempreSottoSopra” cosa vi potete aspettare da me?
- Come ci si sente ad essere una delle poche rappresentanti femminili in mezzo a tanti "masculi” in gradinata e nelle trasferte??
- Su questo non mi trovi d’accordo … non mi sento parte di una minoranza né in gradinata tifo né soprattutto in trasferta. Con la Capa&co. in gradinata abbiamo il nostro “settore rosa”, quello in cui si parla di basket giocato … e non solo … e in trasferta beh … l’ultima volta Reed si è trovato a guidare un’auto con a bordo 4 tifose sfegatate … secondo te chi era in minoranza?
- Quel “non solo” incuriosisce parecchio…
- Per scoprire a cosa mi riferisco dovresti metterti una bella parrucca e raderti… così magari ti mimetizzi tra di noi! Ti posso solo dire che, a differenza delle opinioni che riguardano il basket giocato e che ci vedono quasi sempre concordi, le opinioni relative al “non solo” sono, per fortuna, molto eterogenee e varie…
- Magari manderò in avanscoperta Lanacaprina! Intanto, visto che va tanto di moda nel nostro paese, facciamo un po’ di ”curtigghio”; chi è il tifoso più affascinante della gradinata? E la tifosa più bella?
- Il tifoso più affascinante? E me lo chiedi pure? Ma senza ombra di dubbio è quello che indossa sempre quella felpona grigio-rossa… che dirige l’organizzazione del tifo dal martedì alla domenica pomeriggio alle 17:59 (se lo cerchi durante il match lo trovi nell’angolo più recondito della gradinata tifo in casa e del settore destinato agli ospiti in trasferta), che quando finiscono le partite moralizza chi gli capita sotto tiro… vuoi che continui o hai capito di chi parlo?
La tifosa più bella è senza dubbio colei che ha diretto la marcia dei “treciento” verso Latina … vuoi mettere, vantare di avere una sventola di quel tipo a incitare la propria squadra?
- Ho capito di non essere io il tifoso più affascinante, quindi l’intervista potrebbe anche terminare qui; tuttavia, poiché ci sono tanti agrigentini che ci leggono affettuosamente, credo sia giusto proseguire... ed allora… Barcellona e la pallacanestro: amore sincero oppure fugace passione tra amanti?
- Mi consenti un mix? Io direi “passione sincera” … dopo quasi dieci anni è esploso nuovamente a Barcellona e nei barcellonesi questo folle sentimento a lungo sopito… siamo stati, per troppo tempo, portatori sani di questo virus contagiosissimo (la pericolosissima “malattia del basket”), che adesso sta di nuovo mettendo al tappeto un’intera città. Domenica mi ha fatto veramente impressione vedere quei ragazzi che a malapena sgambettavano quando eravamo all’Aia Scarpaci. Dopo tanti anni anche loro sono sugli spalti, non più perché costretti dai genitori, ma perché amanti di questo meraviglioso sport.
- La settimana scorsa ho chiesto a Maurinho come si vive la lontananza dalla squadra; anche tu vivi lontano da Barcellona, eppure sei spesso presente e comunque informata su tutto, come fai?
- Grazie al forum è facile sentirsi a casa … leggo sempre gli interventi di tutti, gli articoli postati sul nostro sito e, ovviamente, cerco di essere presente in trasferta. Sono sicura che Ex mi consentirà la citazione della seguente frase da lui detta un po’ di tempo fa: ”questa "favola", così come avviene per la Sister, è quella di tanti altri tifosi…che grazie al Basket ed all' Igea Barcellona hanno la possibilità di rendere meno ’ pesante’ la distanza che li separa coi propri cari” .Come dargli torto? Dei tre anni e mezzo trascorsi fuori casa, di sicuro lo scorso è stato quello in cui ho visto più spesso i miei fratelli; quest’anno (per me l’anno inizia a settembre come il campionato) sono scesa in Sicilia già due volte, mentre fino all’anno prima mi trovavate in giro per Barcellona solo per le “feste comandate” e l’estate.
- Hai vissuto in pieno gli anni ’90 ed il periodo biancoverde; vedi somiglianze tra quel periodo e quello attuale? Quali, invece, le differenze?
- Parlando da tifosa mi viene naturale iniziare dalla passione dei SottoSopra, sono tutti degli eterni Peter Pan, molti di loro si ritrovano con mogli … mariti … e figli a carico, ma sugli spalti sono gli scapestrati di sempre, guardare le loro reazioni di oggi e pensare a quelle del passato ti fa sentire al centro di un dejavù.
Rispetto ad allora però su una cosa credo che siamo cresciuti, a quei tempi non pensavamo di certo che il nostro giocattolo preferito si potesse rompere, e invece purtroppo così fu. Adesso si è acquisita la consapevolezza di quanto una cosa bella possa essere anche fragile e si sta facendo di tutto per evitare di rivivere gli spettri del passato, basti pensare all’iniziativa “SocioIgea”, nata proprio per dare al progetto in cui crediamo un respiro più ampio e duraturo nel tempo.
Da un punto di vista personale sono due le differenze che noto di più rispetto al passato. La prima è che non conosco personalmente i giocatori (a parte Ago, ma lui fa parte della “vecchia guardia”). La seconda è che ai tempi dell’Aia Scarpaci e del Pala San Filippo la speaker era una ragazzina con gli occhi chiari che si emozionava ogni volta che segnava Vasile …
- Visti da lontano: pregi e difetti del nostro pubblico.
- Il pregio è sotto gli occhi di tutti: essere una muraglia giallorossa piena di attenzioni per il suo gingillo. Penso che qualsiasi giocatore sia venuto a Barcellona abbia amato questa città (sportivamente parlando) e il calore del suo pubblico (Gizzi a Palestrina mi disse: "Sant'Antimo non è come Barcellona ... salutami tutti”).
Il difetto a mio avviso è che alle volte sia poco avvezzo al cambiamento.
- La frase di Gizzi è identica a ciò che disse un certo Gerrod Abram dopo il passaggio da Barcellona a Messina… Ma bando alla nostalgia! Generalmente si è portati a pensare che le lunghe trasferte siano per soli uomini; tu rappresenti l’eccezione a questa regola e ti chiedo… “ma chi ti porta”?
- Di getto mi verrebbe di risponderti: l’Intruso o Reed … guidano sempre loro!!!
Scherzi a parte, la passione per questa squadra è davvero grande e la curiosità di conoscere posti nuovi o di tornare in posti già visti non fa altro che alimentare l’attesa per ogni trasferta. Se pensi che nel nostro girone (fra l’anno scorso e quest’anno) ci sono città come Siena, Firenze, Perugia … ti rendi conto di come sia facile decidere di partire senza pensarci su un attimo. Se a questo aggiungi che, ogni volta che vai in giro, lo fai con persone spinte dalla tua stessa passione, allora anche Ruvo di Puglia ti sembra un posto da visitare assolutamente, così come Ortona, Osimo … L’anno scorso l’unico elemento che riuscì a frenare il mio istinto da trasfertista fu la neve sulla strada verso Ostuni … chissà se quest’anno riuscirò a vedere la Città Bianca…
- Vero! Ricordo che Reed voleva noleggiare un “gatto delle nevi” per raggiungere Ostuni! A proposito di pazzie passate: la trasferta più bella.
- La trasferta più bella per me è senza dubbio quella di Siena per tanti motivi (sentimentali e agonistici): è stata quella che mi ha fatto riavvicinare alla squadra e alla tifoseria, è stata in assoluto la prima partita di basket vista dal vivo dall’Intruso (da allora diventato uno dei più ferventi trasferisti, in classifica l’anno scorso l’abbiamo superato solo Reed, io e SSS!!!), è stata giocata nel palazzetto della squadra più forte d’Italia (la foto tua e di SSS con il tuo “straccio” sotto la scritta “Commandos” potrebbe entrare nella storia) e soprattutto perché fu la prima vittoria in trasferta e tutti mi dissero che portavo bene … peccato che poi le cose andarono diversamente…
Fra quelle dell’anno scorso ricordo con piacere anche quella a Sant’Antimo, nonostante fossimo solo una quindicina cantammo praticamente per tutta la partita.
Fra le trasferte del passato ricordo ancora quella a Reggio Calabria (finale anno 1995 ndr), quando all’uscita dal palazzetto ci furono un po’ di tafferugli, ricordo di essermi trovata con M. Trimboli che mi faceva da scudo per farmi salire sul pullman.
- Ti sei divertita nell’ultima trasferta ad Ortona?
- Se mi stai chiedendo se mi sono divertita per tutta la giornata escludendo i 40 minuti della partita … non posso dirti altro che sì, come sempre del resto: Reed che cerca il lungomare in un paesino che non è sul livello del mare, Ienitta che come buon auspicio decide di innaffiare la sua felpa bianca con del buon vino locale, l’Arciere che ci incontra in giro per il paese dopo aver fatto “solo” 250 gradini… tutti episodi che raccontati non rendono l’idea delle risate che ci facciamo in giro per l’Italia … vanno vissuti per capirli!!!
Certo poi si entra al palazzetto carichi di speranza, di voglia di vincere, di fare i primi due punti in classifica e si beccano 93 punti … beh lì ci si diverte un po’ meno, ma un attimo dopo pensi che tutto il viaggio di ritorno passerà con Reed che non farà in tempo a chiudere una telefonata che il telefono squillerà di nuovo e tutti gli diranno “ma statti a casa”, “ma cu ta fa fari?” “ma comu fu e comu non fu” e sai che quei 200 km voleranno …
- Amarcord: la partita più bella del nostro basket.
- Due partite mi sono rimaste particolarmente impresse per il finale al cardiopalma: Latina in casa lo scorso anno e Cosenza qualche anno addietro … entrambe finirono con un canestro all’ultimo secondo (rispettivamente di Li Vecchi e di Piazza) che fecero letteralmente esplodere il PalAlberti.
Per quanto riguarda le nostre promozioni invece vado un po’ controcorrente e cito quella della promozione in B1 … soprattutto per i festeggiamenti che seguirono quella vittoria: tutti i giocatori si rasarono i capelli a zero e si lasciarono dietro solo la scritta B1, persino Sala rinunciò al suo mitico codino che mi ricordo fu oggetto di contesa fra le ragazzine innamorate di lui.
- Il cestista ex Barcellona a cui sei maggiormente legata.
- Rispondo a questa domanda partendo dall’episodio che me lo fece conoscere … ero al bar con un’amica e c’erano lì un paio di giocatori di basket, alla cassa ce n’era uno piccoletto e la mia amica mi chiese: “Sarà un giocatore anche lui?” e io: “Ma no … figurati…”. Dopo circa 30 secondi mi fu presentato: era Peppe Melone appena “sbarcato” a Barcellona. Da allora il nostro rapporto crebbe tanto, io diventai la sua “sorellina” e lui (ahimè!) il mio terzo fratellone. Potrei raccontare un milione di aneddoti, da quando, come un pazzo incosciente, affidò la sua macchina a me, neopatentata, per andare a portare una tv a Jordan (Antonello Giordano ndr), ricoverato a Milazzo col naso rotto, a quando, per mantener fede a una promessa, lui e Susino ci portarono a Taormina per festeggiare la B1…ma, consentimelo, i ricordi più belli li tengo per me…
- Noto con piacere che sono parecchi tifosi ancora legati a Melone….Siamo quasi in chiusura, parliamo un attimo del presente; forse è ancora presto per dare giudizi, ma che idea ti sei fatta dell’Igea guidata da Gramenzi?
- Devo dire che la risposta non è semplice, dal momento che ho visto due Igee diverse; una a Palestrina nei due giorni di finale di Coppa Italia e un’altra in queste 3 giornate di campionato. La prima è quella che ogni tifoso vorrebbe vedere in campo: concreta, completa in tutti i reparti, con grinta e voglia di vincere. La seconda purtroppo era tutt’altra squadra, con poca “personalità”, “succube” dei ritmi delle avversarie (mi riferisco soprattutto alle due trasferte), quasi restia a prendere in mano la partita e a portare a casa il risultato.
Di sicuro quest’anno non ci potremo lamentare né della panchina corta né dell’asse play-pivot (nostre lacune dell’anno scorso) e sono sicura che, se giocheremo come ho visto a Palestrina, ci divertiremo davvero tanto.
- Come consueto, chiedo: sogni e speranze per il futuro della palla a spicchi barcellonese…
- Mi piacerebbe che tutti quei bambini che durante la partita giocano nella parte bassa della gradinata, ai quali non interessa nulla del risultato e che non vedono l’ora che la partita finisca solo per entrare a giocare in campo, fra dieci anni siano in gradinata tifo a vivere le emozioni che viviamo noi ogni volta che l’Igea scende in campo. Non importa in che serie saremo, ciò che mi interessa davvero è che i giovani di domani abbiamo un posto in cui andare la domenica pomeriggio diverso dalla solita “gghiazza”, una passione pulita da coltivare e far crescere e … tanta pazienza per sopportare noi vecchi tifosi!!!