pessimielementi

"PESSIMI ELEMENTI"

Rubrica di : barcellonabasket.net

a cura di Tequila


Questa settimana è la volta

di "Lanacaprina"

 

Siete tristi perché la Befana (travestita da Bokassa) è passata portandosi via feste e festini? Siete giù di morale perché costretti a tornare a scuola e al lavoro? Niente paura! “Pessimi Elementi” vi regala l’intervista (profumata) al numero uno, all’essenza del tifo del PalAlberti… Iniziamo il 2010 col “botto”!


- Per la gradinata tifo sei?

- Lanacaprina!


-Mi vergogno un po’ a fare questa domanda, ma per chi non frequenta abitualmente la gradinata tifo… SottoSopra o Crazy Boys?

- Cominci male o fai dello spirito?

Sottosopra è l’essenza, Crazy l’assenza. Noi divertiamo, loro fanno ridere. …sui Crazy ci hanno fatto le barzellette!

Io sono un SottoSopra ... e lo sono anche nella vita, a dispetto della mia età.

- Domanda facile facile di carattere storico: come, quando e perché nascono i SottoSopra…

- Fin qui la tifoseria aveva conosciuto spettacoli di altalenante valore, subendo un purgatorio durato secoli passato a sciropparsi atleti di infimo prestigio (su tutti un tale pettinezio). Poi quel giocattolo, nato forse anche un po’ casualmente da un idea di Nanduccio ed Edo, ebbe il merito di funzionare e così fu un susseguirsi di successi e di travolgente passione che, inopinatamente, divenne una droga con conseguente, inevitabile, dipendenza.

In casa eravamo tantissimi ad assiepare il ridotto gommato di Aia Scarpaci, in trasferta, dopo una rapida parentesi in solitudine, mia e di mio compare il Conte, passata a rubare l’auto del cugino - benzina compresa - non tardammo a diventare una caterva di autentici terroristi disposti a setacciare lo stivale.

Così non ci bastò più l’Aia Scarpaci e fu poca cosa anche San Filippo Del Mela e, soprattutto, era ormai assai striminzito l’angusto garage di casa mia, per troppo tempo officina delle nostre coreografie.

E quando ci contammo oltre i 3000, quella volta all’allora PalaPanettone, oggi il PalAlberti, capimmo che era giunto il momento di mettere tutto SottoSopra, diventando dunque un club, una associazione… a delinquere.


- Da scrittore dal talento sopraffino, come descriveresti la nostra amata gradinata?

- Chi la conosce la evita, ma quando ci sei stato dentro non puoi più farne a meno.

Dopo tanto girovagare posso urlare a gran voce che più bella cosa non c’è! E non solo per la qualità del tifo e delle coreografie o per il totale dei matti ammassati dentro, ma proprio e soprattutto per la qualità delle persone stesse che costituiscono il Cast di questo immenso piacere.


- Se Reed è l’organizzazione, Nato Baffo la goliardia, Bokassa la camurrìa e Spilla la maestrìa… Il Conte, che caspita è?!?

- Il Conte è un leader buono, un autentico fuoriclasse. Lui è un raro esempio di persona carismatica che non “spara pose”. È un affidabile, un fratello su cui poter sempre contare. Purtroppo ha un difetto fisico che gli impedisce di apprezzare l’audio e, per tale ragione, capisce a rilento e manifesta grossi disagi nell’apprendimento. Ma non è grave, il medico gli ha consigliato costanti “bordate” di ultrasuoni ed io mi sono offerto di sorreggerlo …lui si dice poco convinto, sostiene che la cosa “puzzi” d’imbroglio. È proprio vero, la medicina sta facendo passi da gigante.


- Per mari e monti, in aereo, in autobus, in treno, in macchina, in nave… una vita in trasferta; le migliori storie di ordinaria follia, a ruota libera…

- C’è una gerarchia, è vero, anche nelle tante “gite”. Nel gota assolutamente ai vertici L’Aquila, quella volta col pullmino sconquassato, 24 ore di viaggio per meno di due ore di sosta, il tempo necessario per divorare la pasta al forno cucinata dalla mamma del Coscia e per assistere alla gara; Teramo, quando nello stupore generale, fino a tarda mattinata, festeggiamo il secondo posto (che voleva anche dire campionato perso). Ripenso spesso a Ferrara e l’entusiasmo dilagante per la promozione in A2, e poi per le strade di Latina, l’anno scorso… ma ovunque e sempre i veri campioni sono i miei compagni di viaggio, di ragazzate, di allegria…


- “La gente come noi non molla mai…” sei d’accordo?

- Io mollo, altro che! Io stramollo!


- Coreografie per ogni tempo, dalle “Stelle e Pianeti” di Bokassiana memoria, ai Puffi in chiave moderna… Maestro, perché ci hai abbandonati?

- Anche qui ho mollato, come vedi ho mollato! Per quanto io rimetto la mia disponibilità di umile operaio, auspicando che in tanti affianchino il MegaREED nella sua costante, sublime, prova d’autore.


- Metti una sera a cena con il Veloce, l’Avvocato Ragusano ed il resto della cricca…

- Hai scelto l’infido ed il perfido, fra tanti sciacalli sono i più crudeli. I due infieriscono sulla preda quando è ormai inerme, stecchita, come vampiri ad una messa nera. Tra le Canaglie più prestigiose, di un gruppo assai considerevole, a distinguersi su tutti è BokaMerd, lo psicopatico di Shining. Fortunatamente, dall’alto del suo innato talento, Spilla ha permesso evoluzioni d’alta classe, con specifica citazione del supremo Baffo per lo “spessore” nel ballo e nel canto e del "Diarrea" nell’olezzare fetido al cesso.

Per il resto inutile citare i componenti la congrega, ma se volete informazioni personalizzate sulla masnada di furfanti basta rivolgersi ai MALCAPITATI ristoratori.


- Hai sparato i botti a Capodanno?

- Si! Ho rivolto i miei personali, singolari, saluti all’anno nuovo … e per ben 2010 volte.


- E’ cambiato il tuo rapporto con la pallacanestro barcellonese rispetto agli anni ’90?

- E’ cambiata la mia condizione anagrafica, il colore dei miei capelli, il numero dei miei denti veri, la dimensione della mia cintola… e questo mi fa dialogare nel basket con un altro approccio. In tanti anni credo di aver dato anch’io qualcosa a questo sport, ma quel che ho avuto dal mondo della pallacanestro resiste nella sua inalienabilità, così come irrinunciabile ritengo il mio rapporto con i miei tanti compagni di brigata che, alla luce delle mie esperienze, contano più del basket stesso.


- Come lo vedresti un campo da basket “’nta ghiazza”? Barcellona non meriterebbe qualche canestro in più in giro per la città?

- Certamente, sogno numerose “gabbie” all’americana … a condizione che costruiscano anche i pollai per gli attempati impenitenti.


- Tra botti, botte, colore, allegria, urla ed inventiva; le migliori tifoserie in Italia…

- In attesa di far paragoni con le grandissime piazze che, ovviamente, stanno li ad aspettarci, dopo di noi ho tanto apprezzato Roseto e per analoga passione Brindisi. Noi abbiamo il merito di esserci sempre, comunque vadano le cose. Non giudicabile, giacché fuori concorso, l’ambiente aretuseo di qualche anno fa ed il travolgente coro di Antoniano prestigio: SI-RA-CU-SA!


- Se dico Cestistica Barcellona, ridi o piangi? Cosa non funzionò ad un certo punto? Perché quell’estate del 2000 in molti entrarono in analisi?

- Sono ancora in analisi e mi piacerebbe non rispondere a questa domanda, forse perché innaturalmente divento serio. Non piango e non rido ma, soprattutto, non dimentico.


- Ieri in biancoverde, oggi in giallorosso; in mezzo un lungo, lunghissimo interregno… come lo hai vissuto?

- Giallorosso è Sicilia, è Barcellona Pozzo di Gotto… giallo come il sole, rosso come il cuore. Interregno al metadone, astinenza e surrogati alternativi, tentazioni ed artifici. Ancora tanto purgatorio, tutto riconsegnato al supplizio della fantasia, poi BoninEle e finalmente Nuove Antiche Emozioni Autentiche!!!!!!!!


- Ti faccio ridere; vuoi più bene ai ragusani o agli agrigentini?

- Né gli uni né gli altri, io tifo Messina e i messinesi! Mi farei in quattro per loro.


- Il giocatore più forte che abbia mai indossato la nostra maglia… E quello a cui sei maggiormente legato.

- Sono legatissimo a Li Vecchi, nel campionato che terminò con la promozione in A2, fu lui a scavare il solco della differenza valori. Quell’anno, con lui in squadra, chiunque tra le maggiori candidate avrebbe vinto il torneo. Ma il giocatore più forte in assoluto, il fuoriclasse, il genio, l’asso è uno solo: il Monchio. Che vuol dire che non ha mai indossato la nostra maglia? In tanti anni di glorioso pellegrinaggio un campione uguale a lui chi lo ha mai visto?! Ne avrei di aneddoti da raccontare, ma quella volta che in 60 secondi pattuì, salì a piedi al 3° piano, si denudò, consumò, si ricoprì, saldò il conto, scese le scale fino a giù, rivelò il fattaccio …che gran ridere, vi assicuro tutto durò 60 secondi e poi chiamalo Monchio… torna Monks sta gente aspetta te.


- Cosa vogliamo dire a coach Gramenzi e a Nino Coppolino?

- Al coach: una volta per tutte: chi è il ragioniere in questa squadra?

Per Nino un indovinello: Giovanni, Franco e Pippo, chi t’ha fatto ridere di più?

 

- In caso di promozione in Legadue… cosa farà Lanacaprina?

- Deciderò se mollare o meno… quasi certamente, che la festa mi colga, mollerò!


- Finite le feste, finita l’intervista; sogni e speranze per la pallacanestro barcellonese…

- Questo è il mio momento greve.

Auspico più sostanza che sogni, sperando che la magica atmosfera del PalAlberti contamini l’intera comunità barcellonese. Spero di esserci nei futuri, interminabili, anni di massima serie, insaporiti da altrettanti numerosi esordi di cestisti locali ... e che la favola continui.

A Barcellona, per un terrone profondamente legato alla sua terra, l’augurio per il 2010 e per l’immediato futuro è che possa presto elevarsi a meta di attrazione. Il mio sogno raggiungere le condizioni di vita ideali da consentire il rientro in sede a tutti i barcellonesi che sono andati via, che hanno fatto famiglia altrove, saremmo sicuramente in 100mila… il tutto aspettando, pazientemente, che si attui il processo di beatificazione di BokaMoccio, temporaneamente in missione speciale a Capo d’Orlando per conto dell'Onnipotente e che nonno Nato Baffo finisca di portare a spasso i nipotini.