pessimielementi

"PESSIMI ELEMENTI"

Rubrica di : barcellonabasket.net

a cura di Tequila


Questa settimana è la volta

di "Exsottosopra"


1- Per la gradinata tifo sei?

- Ex!

2- SottoSopra o Crazy Boys?

- Crazy Boys, ma in fondo vista l’età ed i ricordi potrei anche dirti SottoSopra…

3- L’ho già chiesto a Crazy, ma devo ovviamente chiederlo anche a te: come nascono i Crazy?

- Crazy ti ha dato la versione ufficiale, io posso dirti come ci sono entrato; “per caso”… venivo in gradinata tifo in borghese, mi sedevo nel lato mummie ed ammiravo quei 4 giovincelli che suonando i bidoni di pittura vuoti e colorati incitavano la squadra in C2. Un giorno, anzi, una sera, al borgo di Milazzo decisi di avvicinarmi al Varesino e fu subito amore…(Ex ride ndr) mi convinse della bontà del progetto e non esitai un attimo a svestire i panni della mummia ed indossare quelli della mia squadra. Da quel momento sono diventato suo fido compagno di gioie e di sventure...

4- Oltre a tifare Barcellona, Show tifa Fortitudo, Crazy tifa Varese. Li vuoi riportare sulla retta via per favore?

- Quando sento che un Barcellonese tifa per queste squadre avendo in casa il nostro gioiellino mi viene da dirgli che fanno ridere… anche io in età adolescenziale simpatizzavo per una squadra di A1 ma nel mio cuore c’è posto solo per Barcellona, che si chiami Cestistica o Igea. Capisco il varesino che è nato al nord ma Show non ha scusanti… (Show, pigliati sta cazziata… ndr)

5- Sei un artista dei forum di basket, un fuoriclasse della polemica; se ti mettessi d’impegno riusciresti a far perdere le staffe al Dalai Lama in persona… Come fai? Hai mai pensato di entrare in politica?

- Intanto grazie per avermi definito un artista (caffè pagato…)… scherzi a parte, non so che mi prende quando sono con le dita sulla tastiera, mi sembra di avere le mani dentro la nutella… e più digito più mi sale la voglia!. La politica non fa per me, sono polemico ma non fino a tal punto di aver pensato mai di entrare in politica, diciamo che mi piace più polemizzare per scherzo che per professione.

6- Tra i tuoi compari in gradinata tifo, chi è: il più spassoso; il più incazzoso; il più ingegnoso; il più “femminaro”.

- Il più spassoso è mio compare Crazy, con lui c’è un affetto ed un legame (non pensare male) che va al di là del tifo la domenica ed è con lui, più di ogni altro, che me la sono spassata in questi anni.

Il più incazzoso è  l’Alieno, mai mettersi contro di lui… chiedere a Reed in finale contro Agrigento quello che ha rischiato… scherzi a parte è grazie alle sue urla ed ai suoi richiami se la gradinata tifo gira a regime la domenica.

Il più ingegnoso era e resta Reed, ma dopo quello che hai pensato contro gli Agrigentini coi Puffi biancoblu hai guadagnato molti punti a tuo favore.

Il più femminaro è  sicuramente Nato Baffo assolutamente “irraccontabili” le sue storie in auto dopo una mangiata o dopo una trasferta… a Latina ne ha combinate di cotte e di crude e custodisco gelosamente alcune foto inedite.

7- Per l’angolo “Barcellonesi On Tour”, i migliori episodi vissuti in trasferta…

- Premetto che il mio più grosso rimpianto fu quello di non aver mai fatto una trasferta negli anni d’oro del basket barcellonese (ed ecco spiegato perché vincevamo…).

Tra gli episodi più belli ti cito sicuramente quella a Cefalù dove andai insieme a Show e Pisolo; partimmo con la Punto scassata di Jimmy Puccio con una ruota tenuta da tre soli bulloni…  ovviamente quella ruota la forammo e la cambiammo a tempo di record grazie a Show che da vero meccanico di Formula uno la cambiò in cinque minuti netti (e te credo, con tre bulloni…).

Poi la trasferta a Siracusa dove siamo riusciti a far svegliare (come in ogni palazzetto in cui andiamo) il pubblico di casa e le dolci donzelle che intonarono un commovente SI-RA-CU-SA che ancora oggi mi fa sbellicare dalle risate…

Tornando a tempi recenti troppo semplice dirti Molfetta dell’anno scorso per via dei problemi enogastromici o Sant’Antimo per via della traversata nelle case popolari per andare al palazzetto...

8- Per chi non la conoscesse, vogliamo raccontare la “Leggenda di Totuccio”?

- Intanto fu da “Toruccio”… comu ti l’aia fari capiri no sacciu!!! (Totuccio! Con quello che abbiamo pagato quel ristorante è nostro, è stato comprato, e io lo chiamo come mi pare! Totuccio! ndr)

Parliamo di uno degli episodi che a mio avviso ha contribuito ad accentuare la crisi economica nel meridione, ovvero la trasferta a Molfetta, la prima dopo il ritorno in A dilettanti.

Tavolo precedentemente prenotato, per l’ora di pranzo arrivammo a Giovinazzo ridente paese vicino Molfetta; ristorantino niente male che sorge praticamente sulla spiaggia molfettese piena di alghe e con un odorino che non è proprio un invito a nozze.

Entrammo e ricordo che dietro di noi c’era una grande tavolata di altri malcapitati come noi, arrivò il proprietario e senza farci perdere troppo tempo pronunciò la frase più deleteria che potesse dire ovvero: “Faccio io. Un misto di antipasti della casa con un mix di primi e poi vediamo se continuare…”

Ebbene, gli assaggini comprendevano frutti di mare, aragoste, cozze piluse ed altre specialità che alla fine ci avrebbero dissanguato… ma quello che proprio ci consegnò a “Mi Manda Rai3” fu il farci portare un “pruppo” a testa… pruppo tra l’altro duro che se lo tiravamo sui muri si potevano sgretolare e che, a parte ovviamente Ricucci, nessuno mangiò.

Questo scherzetto ci costò  700 € del nuovo conio, mica bruscolini, anche se ti dico che a distanza di tempo ho paura che restammo fregati anche per le due rose che regalai a Ienitta e socia, presenti con noi al tavolo.

9- Io l’ho sempre detto che quelle rose furono uno sbaglio; tu pensavi di non essere visto, mentre il cameriere in stile “cane da caccia” ti sgamò, addebitandocele… Va beh, proseguiamo. Domenica a Barcellona torna Gizzi; ora, mi spieghi perché e come hai fatto a farlo finire a Sant’Antimo?

- Eh si, dici bene, domenica torna il mio idolo… se me l’avesse chiesto gli avrei fatto anche da baby-sitter ai suoi figli, soprattutto a Maximus che quando parlava in dialetto mi faceva sballare…come dimenticare il suo celebre “A mia chi minni futta” o “tu sei messinese…”

L’ho spedito a Sant’Antimo perché intanto avevo la morte nel cuore quando ho saputo che non sarebbe rimasto e soprattutto quando c’era l’ipotesi di andare insieme a Pennisi ad Agrigento… quello non l’avrei sopportato.

Poi l’ho spedito a Sant’Antimo per punizione, per avermi promesso la sua mitica canotta numero 11… salvo poi dimenticarsene e regalargliela all’ultimo degli arrivati. Quella canotta doveva essere mia, non fosse altro per le sciarpe, magliette e quant’altro regalato e pagato di tasca mia al figlio Maximus, doveva essere il mio risarcimento morale che non ha trovato accoglimento… (alla fine tra le squadre libere restava solo Sant’Antimo  ed ho preferito mandarlo nell’altra Igea per piangere con un occhio solo).

10- Immagino le risate di Reed e gli altri per la vicenda “canotta”…  Parliamo un po’ di tifo; noi a che livelli siamo arrivati? Quali sono i gruppi italiani da prendere come modello?

- Noi siamo già ad un buon livello ma dobbiamo e possiamo fare molto di più, il mio sogno sarebbe vedere tutta la gradinata tifo partecipare attivamente ai cori lanciati dai megafonisti. A livello di intensità abbiamo qualche pecca da migliorare, ma da una tifoseria rinata da poco come la nostra è normale… comunque non siamo molto lontani dal raggiungimento di un livello ottimale, ma dobbiamo lavorarci tutti…

I gruppi da prendere come modello sono quelli noti a tutti gli intenditori di basket e di tifoserie, ovvero la Fossa (non quella dei vacanti) della Fortitudo Bologna, gli Original Fans di Avellino a cui 10 anni fa “davamo la paga” come dice Guido Meda… ed i Casertani, che per attaccamento e per passione sono da prendere come esempio per ogni tifoseria.

11- Tuffiamoci nel passato, parliamo della Cestistica; cosa ricordi di quegli anni in biancoverde? Che differenze ci sono oggi rispetto a ieri?

- Mi ha fatto sognare e vivere gli anni più belli della mia adolescenza, poco più che quattordicenne mi avvicinai quasi per caso spinto dalla passione di un mio cugino che mi portò una volta a vedere una partita e da quella volta il basket diventò un appuntamento fisso. Commisi l’errore più grande della mia vita (ancora oggi mi mangio le mani) nel seguire la squadra dall’anello; non ero tra i “protagonisti” del tifo come lo sono oggi nel bene e nel male, ma il mio cuore era e sempre sarà in gradinata tifo; avrei voluto conoscerli prima tutti quei “giovanotti” chiamati SottoSopra… ho avuto modo di conoscerli solo qualche anno fa, ma non ho impiegato molto a farmi “adottare”.

Parlando di quella squadra come dimenticare nell’anno della Serie A2 i due americani, soprattutto Abram., soprannominato “Cita”, o “Scimmia”… una volta mio padre si offri’ di pagargli un gelato, Gerrod scelse di prendere una coppetta gusto pistacchio nel bar che si trovava di fronte alla vecchia sede; evidentemente soddisfatto, alla offerta di bis non esitò ad accettare, per poi salutare alla sua maniera, ovvero “Ciao Bastardo”. Si, hai letto bene Tequila, gli americani salutavano così a Barcellona quando qualcuno gli veniva presentato, e questo perché quando entravano nei parquet venivano salutati con questo apprezzamento…

Ricordo che una volta coach Perdichizzi raccontò ai miei che quando gli presentò un paio di persone, tra cui alcune donne, i due americani li salutarono in questo modo…

Le differenze rispetto ad allora… forse oggi, rispetto a ieri, c’è più entusiasmo e questo è dovuto al fatto che ci sono più ragazzi e più presenze di età media inferiore rispetto al passato ed ogni ragazzino tende ad identificarsi con il proprio eroe... Altra differenza è che ora, se possibile, vedo ancora più partecipazione e più interesse e sono certo che oggi non accadrebbe quanto successo dieci anni fa… ormai la squadra è radicata nel territorio.

12- Le più belle “perle” della nostra storia…

- Tante… è difficile sceglierne una in particolare, permettimi di indicartene tre; la prima è quella con Scafati, partita di play off praticamente persa visto che eravamo sotto di 16 a meno di cinque minuti dalla fine; riuscimmo a vincere e da li capimmo di essere i più forti, la ricordo come una grande impresa dei nostri sospinti da un palazzo che ad ogni possesso era una bolgia.

La seconda è il derby vinto con Cosenza anzi i due derby tutti e due risolti sul filo di lana, in casa vincemmo con una tripla di Piazza all’ultimo secondo dopo che eravamo sotto di due, mentre fuori casa la spuntammo al supplementare con bomba di Ragionieri dall’angolo…

Ed infine la partita con Ferrara una sofferenza alla radio gara1 dove ho sofferto come se dovessi fare un parto gemellare… e gara2 in casa, la partita fino all’Apoteosi… ancora oggi dopo dieci anni ho la pelle d’oca.

13- Se dovessi formare un fantaquintetto tra tutti i giocatori visti dalle nostre parti, chi sceglieresti?

- Direi Abram, Soragna, Gizzi, Li Vecchi, Bragg. Coach: Perdichizzi

14- Parlando invece di basket a 360°, chi sono secondo te i migliori di sempre?

-Chi ama questo sport ed è cresciuto come me seguendo la NBA non può che mettere al primo posto Michael Jordan, il più grande di tutti i tempi, citando Larry Bird “Penso sia Dio travestito da Michael Jordan”…

Subito dietro di lui ci metto quello che è stato definito come il suo erede e parlo di Vince Carter, grande ala dei Toronto Raptors, un giocatore in grado di riempire i palazzetti da solo con le suo giocate e le sue magie.

Altro nome che segnerà  un’epoca è il talento cristallino di Kobe Briant altro alieno sbarcato sul nostro pianeta ed in grado di far canestro anche bendato.

Tra gli italiani ti segnalo sicuramente Carlton Myers, giocatore che mi ha fatto impazzire da ragazzino con le sue giocate e soprattutto quando realizzò il record  di punti segnati in una partita nel nostro campionato, ben 87… un fenomeno che si fece notare anche in maglia azzurra.

Altro giocatore che mi solleticava la fantasia fu l’italo-americano Mike Iuzzolino che con la maglia di Verona fece tante magie, spettacolare il suo tiro ad “Arcobaleno”, goduria da poter ammirare.

Ed infine un altro giocatore degno di nota è senza dubbio Sasha Danilovic, a pari merito con Antoine Rigaudeau, che insieme a gente del calibro di Ginobili, Nesterovic e Smodis vinse praticamente tutto in Italia ed in Europa.

15- Barcellona, Patti, Capo d’Orlando, la storia di San Filippo; la provincia di Barcellona è veramente terra di pallacanestro…

- Di fatto sono più dieci anni che la nostra provincia ha sempre una squadra di basket di alto livello e qualcosa vorrà pur dire. Con alterne fortune, a ruota, tante squadre del nostro hinterland ci hanno fatto assaggiare i grandi palcoscenici e questo, al di là dei campanilismi che ci stanno tutti, è una cosa positiva per la nostra regione e soprattutto provincia.

Barcellona è stato l’effetto scatenante di questa scalata della provincia all’Olimpo del Basket, Messina si è ritrovata in mano qualcosa che non le apparteneva e loro, come ogni cosa, sono riusciti a far fallire e morire la nostra amata creatura.

Di seguito il testimone fu raccolto dall’Orlandina alla quale, dispiace dirlo, alla luce dei fatti va la palma della migliore, non fosse altro per i campionati di A1 disputati e per i giocatori che e’ riuscita ad ingaggiare dal Poz a Edney, passando per McIntyre,  Howel e compagnia bella.

Patti ha sempre vivacchiato in B1 e solo una volta riuscì a sfiorare la serie A… anche se indebitandosi parecchio riuscì a mantenere una squadra in B1 per 8 anni e non è cosa da poco.

San Filippo invece è  e resta una splendida realtà, una società che disputa campionati degni di nota dal lontano 1947, anno di fondazione; merita un plauso da parte di tutti in particolar modo la famiglia Cocuzza che da oltre sessant’anni affianca il proprio nome a questa squadra che ha come obiettivo la valorizzazione dei giovani prodotti locali e che dopo il trasferimento della Cestistica a Messina ci diede a costo zero il titolo di C2 per ripartire...

16- Dopo due brutte sconfitte iniziali sono arrivate otto vittorie di fila; dove arriverà questa Igea? Chi ritieni essere i principali protagonisti di questa prima parte di stagione giallorossa?

-La partenza è stata un incubo, il presente è una dolce realtà, mentre il futuro è un sogno che spero si possa realizzare. Il mio augurio è di fare tanta strada e di andare in vacanza solo in estate perché significherebbe cullare il sogno di una città intera…

Non ci sono dei protagonisti in particolare, il segreto di questa squadra è il collettivo, ci sono tanti piccoli leader all’interno dello spogliatoio ed ognuno è imprescindibile, questo è il nostro segreto. Se poi vuoi due nomi in particolare ti dico Bisconti che ne ha fatta di strada da quando indossava le canotte di Patti e Messina; è migliorato parecchio al tiro e soprattutto ai liberi dove per meccanica di tiro ricorda Bragg.

Altro nome è quello di Agostino Li Vecchi anche se non è al massimo è sempre l’ultimo a mollare ed è voglioso di regalarci un’altra promozione...

17- Tra le nostre avversarie per la promozione, chi temi di più?

- Nel nostro girone credo Ferentino; sarà con loro che probabilmente ci giocheremo sia la prima piazza al termine della stagione regolare, sia l’accesso alla finale. I ciociari sono la squadra più completa e pericolosa del nostro girone, sarà una bella sfida, partendo già dalla prossima trasferta…

Mentre nell’altro girone non vi è alcun dubbio, la Fortitudo Bologna è la vera corazzata della A dilettanti con giocatori che sono un crack per la categoria, sono certo che in finale ci saranno loro e dunque diventa importante agganciare la prima piazza per avere un secondo match ball da spendere in caso di sconfitta.

18- Come sempre, in conclusione, sogni e speranza per la pallacanestro barcellonese…

- Il sogno è noto a tutti e si chiama promozione… è quello che una città intera sogna e desidera più di ogni altra cosa. Questa squadra sta facendo innamorare nuovamente una città che non ha mai perso la passione per questo sport e l’auspicio di tutti è che possa tornare lassù dove troppo poco è rimasta… in ogni barcellonese scorre nelle vene il basket e l’amore per questo sport. Il mio sogno è quello dunque di rinverdire i fasti di un tempo e, perché no, cercare di arrivare dove mai nella nostra storia siamo arrivati… perché con un pubblico così il campionato che dobbiamo disputare è quello della A senza dilettanti accanto.