"PESSIMI ELEMENTI" Rubrica di : barcellonabasket.net
a cura di Tequila Questa settimana è la volta di "Crazy" 

Intervista a Crazy
1) Per la gradinata tifo sei?
- Crazy!
2) Perché, come e quando nasce il gruppo “Crazy Boys”.
- Nasce per la grande passione e per il grande amore verso il basket da parte di un gruppo di pazzi. La prima volta che abbiamo cercato di organizzare un pò di tifo, provando a darci alcune regole, è stato l’anno della C2 della Progetto Basket, nell’importante scontro al vertice con l’asdo Palermo. E’ stato bello riportare un pò di colore e calore al PalAlberti, anche se comunque la prima vera apparizione dello striscione Crazy Boys è stata l’anno successivo nel campionato di C1, nel derby contro quelli là…i pesci ! Di quegli anni ho tanti ricordi splendidi che non verranno mai cancellati, dalle prime coreografie (ricordo ancora quando in 5 o 6 gonfiammo a fiato 700 palloncini) alla prima trasferta a Ragusa, su un pullman da 30 posti strettissimo e con cui rischiammo di restare a piedi. Quell’anno ricordo ancora che in gradinata a tifare nelle partite “normali” eravamo davvero pochi, una decina al massimo; a volte ci deprimevamo vedendo quei numeri (è anche vero che le prestazioni della squadra non aiutavano) e spesso veniva voglia di mollare. Oggi, ripensando a quel periodo, devo ringraziare una persona che ci stava spesso vicino, Lanacaprina, che ci incoraggiava spesso e ci dava diversi consigli; ricordo ancora quando ci disse”ragazzi tranquilli, si inizia cosi, si è una decina e man mano che passa il tempo si attira sempre più gente, date tempo al tempo…”. Fu buon profeta. Penso che rispetto agli anni ‘90 il nostro tifo abbia fatto dei passi avanti numericamente parlando e soprattutto abbiamo avuto il merito di riuscire ad attirare e coinvolgere parecchi giovani. Il tifo è aggregazione, è amicizia, non un qualcosa di negativo come molto spesso i media vogliono far credere; noi siamo l’esempio di quanto sostengo. A Barcellona, con molto orgoglio, si può dire che non è mai successo niente di grave.
3) Hai la possibilità interplanetaria di dire cosa pensi veramente dei SottoSopra; sfruttala. Inoltre, stai attento a come rispondi, perché tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te…
- I SottoSopra sono dei veri amici, non è una frase fatta ma la pura verità. E’ vero, i gruppi in gradinata sono due, ma è come se fosse uno solo. Tutte le decisioni vengono prese insieme, mai un contrasto o un dissidio, si è un'unica famiglia, a differenza di ciò succede da altre parti… ehm, meglio non continuare… (Crazy ghigna ndr) l’unica cosa che mi fa incazzare di loro è che molto spesso, durante la partita, fanno tutto tranne che tifare, si prendono in giro, si prendono a mazzate, proprio come una tifoseria modello! Meno male che ci siamo noi!!! (Crazy ghigna nuovamente ndr).
4) Non credo sia esatto dire che i SottoSopra durante le partite si prendono a mazzate; è più corretto dire che i SottoSopra prendono a legnate Bokassa… Ma andiamo avanti; spesso sei accusato di trascurare le esigenze e gli interessi del gruppo per fini sentimentalsessuali; come rispondi ad accuse tanto infamanti?
- Evidentemente chi dice queste cose non ricorda più le soddisfazioni che possono dare le donne…(masculu… ndr) provate a chiedere ad alcuni dei SottoSopra se si ricordano di certe cose… ormai hanno una certa età ed il loro fisico non permette più di fare certi sforzi…mi sa che appena mi vedono rischio qualche “panino”, però la verità va detta, anche se a volte fa male ed è crudele... Comunque, a parte gli scherzi, più volte hanno risposto per me i miei cosiddetti datori di lavoro, Maurollo e Arciere, visto che sono stato accusato di non andare in trasferta per chissà quale motivo quando invece sono veramente a lavorare e spesso a sostituire lo stesso Maurollo che parte con il gruppo per seguire la squadra in giro per l’Italia! Il basket è una passione e un divertimento, ma non c’è solo quello nella vita, ci sono anche altre cose come il lavoro e gli affetti, tutte e tre possono coesistere e combaciare tranquillamente facendo sacrifici.
5) Ho il dovere di avvisarti che quando “alcuni dei Sottosopra” leggeranno quanto su scritto, avranno sicuramente reazioni misurate e controllate in stile Incredibile Hulk; motivo per cui ti consiglio l’espatrio. Prima però finiamo l’intervista, magari se vuoi puoi usarla per fare testamento… Proseguiamo; in che condizioni è la nostra amata gradinata? E’ come la vorresti, oppure...
- La nostra gradinata non è mai stata meglio. Con un pizzico di orgoglio penso che dal punto di vista “sonoro” e numerico si sia raggiunto il punto più alto nella storia del tifo Barcellonese... C’è grande partecipazione, calore e passione, cose che difficilmente si vedono in questa categoria, se non a Bologna. Ancora dobbiamo crescere molto, ma di volta in volta i miglioramenti si notano sempre più. Dobbiamo migliorare in alcune cose, ad esempio dobbiamo imparare ad introdurre sempre cori nuovi, perché da questo punto di vista mi sembra che si sia un pò fermi ai vecchi; ma si sta lavorando anche per questo.
6) Un varesotto adottato da Barcellona; cosa ci dici della “Gioventù Biancorossa” della tua Varese? Non sei in una situazione di “conflitto di interessi”? Ed ancora, come si vive il basket a quelle latitudini?
- Sono cresciuto prima nei Boys Varese e, conseguentemente, nella Gioventù Biancorossa. Varese da certi punti di vista è molto simile a Barcellona, si vive di basket. Non vorrei sembrare di parte quando dico che a Varese c’è una delle migliori tifoserie d’Italia, molto ben organizzata e soprattutto molto rispettata nel resto del panorama del tifo organizzato. Per quanto riguarda il conflitto d’interesse… beh, non esiste visto che la mia Barcellona è in A dilettanti, mentre Varese è in serie A; ci penseremo eventualmente al momento giusto ma, come hai detto tu, ormai sono un barcellonese d’adozione e quindi il problema dovrebbe essere tranquillamente superato! Ciò non toglie naturalmente che verso quei colori nutro comunque molto affetto.
7) A parte il tuo amore dichiarato per la curva canturina, quali sono gli altri gruppi organizzati che apprezzi?
- Oltre ai miei amati canturini sicuramente la fossa dei gig… ehm, scusate la confusione, sicuramente la Fossa dei Leoni della Fortitudo con la quale a Varese c’è una grande rivalità che per parecchi anni ha generato sfide ad alta tensione; poi quella avellinese, negli ultimi anni è cresciuta molto; inoltre mi piace il calore con il quale segue la squadra la curva biellese capeggiata dal gruppo dei Dannati.
8) Facciamo il gioco delle associazioni di idee cestistiche; io ti dico il nome di quattro città e tu mi dici cosa ti viene in mente; Ragusa, Varese, Bologna, Agrigento.
- Parlando di Ragusa non possono non venire in mente le nostre splendide sfide degli anni ’90; l’orgoglio e il buon nome della Sicilia cestistica erano tenuti in alto da queste due squadre che sia in B1 che in A2 diedero vita a grandissimi derby. E’ un peccato che ora la squadra ragusana militi in C1, una categoria che assolutamente non le si addice.
Citando Varese mi vengono in mente tante emozioni vissute nel corso degli anni, dallo scudetto della stella alle grandi sfide di Eurolega contro Real, Panathinaikos e Zalgiris, per non parlare di un mito della pallacanestro italiana: Gianmarco Pozzecco! La sua presenza valeva da sola il prezzo del biglietto.
Bologna mi ricorda sfide storiche di Varese sia con la Virtus che con la Fortitudo, con grandissimi giocatori che sono riuscito a vedere dal vivo nel corso degli anni, da Danilovic a Rigaudeau, da Wilkins a Rivers e Del Negro, per citarne alcuni. Inoltre, pensando a Bologna, mi viene in mente ciò che potrebbe accadere tra qualche mese; lo sappiamo, il sogno di tutti è andare a giocarci la promozione a Piazza Azzarita, un pensiero che nessuno prima d’oggi avrebbe mai minimamente potuto avere. La Fortitudo assolutamente non ha nulla a che fare con questa categoria, però gli errori commessi vanno pagati; anzi, come si dice in questi casi, “gli è andata di lusso” perché si trovano dove si trovano per una magia della federazione, altrimenti oggi si farebbero i campionati regionali. Ciò non toglie comunque che vedere la Fortitudo in B1 mette tristezza perché fa veramente capire quanto è caduto in basso il basket.
In ultimo, ma proprio all’ultimo posto per importanza, Agrigento: che dire, abbiamo un conto in sospeso con loro, la vendetta è un piatto che va servito freddo (speriamo solo non si congeli…ndr) e prima o poi ci rifaremo con gli interessi. Ricollegandomi al discorso fatto per la Fortitudo Bologna dico che anche vedendo una piazza come Agrigento in A dilettanti fa capire a che livello è arrivato il nostro basket…
9) Tema: Crazy e le trasferte. A te lo svolgimento…
- Diciamo che in questi due anni purtroppo le trasferte fatte non sono molte; tuttavia penso di avere un record, quello di essere riuscito a fare l’unica trasferta… “non fatta”! Mi riferisco a quella di gara 3 di playoff a Latina; vista la mia fiducia incondizionata ho prenotato prima di gara 2 il treno sia per l’andata che per il ritorno… poi sappiamo tutti come è andata a finire! (Crazy ride, io penso che siano cose da pazzi, anzi da Crazy… ndr). Ne ho approfittato per girare Roma… Ricordi particolari ce ne sono tanti, dalle lacrime sul pullman al ritorno da Agrigento in C1 (mai avrei pensato mi potessero scendere lacrime per una sconfitta), alla trasferta dell’anno scorso a Potenza dove in 20 siamo riusciti a farci sentire alla grandissima guadagnando la stima e gli applausi della tifoseria di casa. In questa stagione ho fatto solo una trasferta, a Ruvo di Puglia, subendo un clamoroso furto di panini sul pullman (così impari a mettere i panini sotto l’ascella come fanno a Parigi, nessuno te li toccherà… ndr), accompagnato dall’incazzatura finale per la sconfitta…
10) Si avvicinano i due derby…
- Eh si, si avvicinano i due derby e ci arriviamo col morale alto vista la vittoria di Molfetta. Il derby con Trapani è per certi versi diverso da quello con quelli là, quelli della Valle… con i ragazzi di Trapani in questi due anni si è instaurato un rapporto di rispetto sia dal vivo che sui vari forum, ci sarà il classico sfottò ma questo fa parte dello sport; del resto, dopo che abbiamo digerito lo striscione di Capo d’Orlando (“la prossima volta venite in 5000” ndr) facendo loro un applauso per l’ironia, penso che spot più bello per il basket non ci possa essere. Con Agrigento il discorso è diverso, inutile nasconderlo, non corre buon sangue tra le due tifoserie, ogni occasione è buona per punzecchiarsi. Per quella partita i ragazzi in campo sono chiamati a dare il 200%, non c’è scusa che tenga. Sia chiaro, non voglio che vengano travisate le mie parole, rivalità non significa assolutamente violenza, che al PalAlberti non ha mai avuto il sopravvento e mai accadrà.
11) Hai mai sentito parlare della Cestistica Barcellona?
- Che fai mi prendi in giro?!?! Con questa domanda mi potrei offendere!!! Certo che l’ho sentita nominare cosi come l’ho seguita nel corso degli anni! Praticamente facevo la vita che fa ora il mio caro amico Show, la mia presenza era soprattutto “esterna” anziché al PalAlberti. Stando al nord in quegli anni c’era una formula particolare del campionato che portava la Cestistica a giocare alcune partite là in “zona”. Da Pavia a Biella, da Livorno a Ferrara…
12) Di partite entusiasmanti ne abbiamo vissute tante. Ad esclusione della partita scudetto di Varese con Meneghin ed il Poz in campo, quale è la partita che non dimenticherai?
- Beh, la partita che non dimenticherò mai è sicuramente la finale promozione a Ferrara. Una emozione unica, sia per la partita che per tutto il contorno. Ricordo che arrivai alle 11 di mattina al piazzale del palazzetto di Ferrara già letteralmente invaso da Barcellonesi provenienti da ogni parte d’Italia, da Torino a Genova, da Padova a Roma, tutti là per sostenere Rombaldoni e compagni, per non parlare della piazza in cui mi sono incontrato con gli amici di sempre provenienti dalla Sicilia. Un’invasione barcellonese! Poi la partita, unica, un’emozione incredibile… sotto di 10 a pochi minuti dalla fine non ci credevo quasi più, ma poi, ieri come oggi, ci pensò il Fenomeno a conquistare una fetta di A2 con quei due tiri liberi. Quell’anno fu meraviglioso, Varese campione d’Italia e Barcellona in A2!!
13) Il tuo fantaquintetto ideale di ogni tempo; puoi scegliere chi vuoi tu, tanto non li devi pagare…
- Direi Pozzecco, Danilovic, Turkoglu, Gasol, Nowitzki. Non so se è il migliore ma sicuramente un quintetto cosi mi avrebbe fatto molto divertire! Pozzecco è stato il miglior playmaker a livello mondiale (si vede che Crazy è di Varese ndr), unico nel suo modo di vedere la pallacanestro e vera icona del basket italiano dal 95 fino a 2 anni fa, il suo modo d’essere ha fatto avvicinare a questo splendido sport migliaia di ragazzini. Danilovic è stato il giocatore più forte che abbia mai visto in Italia, ho ancora negli occhi quel clamoroso 3+1 con il quale stese in una storica finale la Fortitudo per la gioia di Show, allucinante, non si arrendeva mai! In quegli anni la Virtus era davvero una squadra assurda! Turkoglu, Gasol e Nowitzki ritengo siano il meglio che l’Europa ha messo in mostra negli ultimi anni, giocatori che anche nella NBA fanno alla grande la differenza; probabilmente Gasol e Nowitzki rischierebbero all’inizio di pestarsi i piedi, un pò come potrebbe accadere oggi da noi con Bisconti e Mocavero; ma con una coppia del genere sotto canestro, dopo un necessario periodo di affiatamento per farli coesistere, non ce ne sarebbe davvero per nessuno.
14) La pallacanestro italiana versa in condizioni obiettivamente precarie; concordi? Cosa cambieresti del sistema ?
- La pallacanestro italiana non versa in condizioni precarie… ma pessime!!! Punto più basso non è mai stato raggiunto e si vede anche dai “grandissimi” risultati della nazionale e dalle grandissime cazzate di quest’estate fatte dalla federazione; per non parlare di baskettopoli che per evitare problemi e scandali sembra sia stata completamente archiviata e dimenticata. Fosse per me azzererei la federazione che è vittima impassibile dei club, come azzererei i vertici della lega, con al comando gente che propone di indennizzare la seconda squadra della Legadue per poter salvare la penultima di A! È un attentato alle leggi dello sport!
15) Parliamo un attimo del presente, cioè dell’Igea 2009-2010. Un precampionato convincente, un avvio di stagione regolare non esattamente esaltante; che idea ti sei fatto della creatura di Gramenzi e Santoro?
- Durante il precampionato pensavo veramente alla nostra squadra come ad una corazzata (pure tu? ndr) in grado di sbaragliare facilmente la concorrenza, d’altronde dopo aver vinto sempre e ovunque è facile che il tifoso si esalti. Dopo le due sconfitte esterne e le tre partite casalinghe viste mi sono venute molte perplessità; ti dico la verità, per qualche momento ho pensato “cosi non andiamo da nessuna parte”… diciamo che la prima vittoria esterna mi ha tirato molto su di morale, chissà che la vittoria a Molfetta ci sblocchi davvero e che si inizi veramente a vedere il grande valore del nostro roster. Ovviamente a partire da domenica, nel grande derby di Sicilia.
16) Siamo giunti al termine e quindi… sogni e speranze per la pallacanestro barcellonese.
- Beh il nostro presidente in un’intervista ha dichiarato di voler portare l’Igea in tre anni nel basket che conta… sarebbe un sogno, ma voglio essere più realista e fare un passo alla volta. Per quest’anno sarebbe un grandissimo sogno ottenere la promozione in Legadue e tornare tra le grandi squadre d’Italia, riprendendo il discorso che è stato interrotto bruscamente dieci anni fa. Lo merita la società e soprattutto lo merita la tifoseria che con questa categoria a parer mio non ha nulla a che fare.