pessimielementi

"PESSIMI ELEMENTI"

Rubrica di : barcellonabasket.net

a cura di Tequila


Questa settimana è la volta

di "Achille" Achille

INTERVISTA AD ACHILLE(il musicista)

1) Per la gradinata tifo sei?

- Achille!

 

2) SottoSopra o Crazy Boys?

- Da piccolo, nel periodo della gloriosa Cestistica, mi sentivo un Sottosopra sfegatato anche se ero troppo piccolo per pensare di poterne fare parte… ora invece mi sento parte integrante dei Crazy Boys perché rispecchiano la mia idea di tifo (Violento... scherzo ovviamente!). Insomma, abbiamo formato un bel gruppetto di amici (poco raccomandabili)… anche se ho molte amicizie anche tra i SottoSopra.

 

3) Ma scusa Achille “mano veloce” (sporcaccioni, non pensate male), invece di suonare il tamburo per la sola gradinata tifo non preferiresti suonare una Gibson per l’intero PalAlberti? Chi ti obbliga? Maurollo?

- Beh, per una persona che ama la musica come me, suonare una Gibson è sempre un’emozione, in qualsiasi posto, anche in una cantina buia senza nessuno che ti ascolti… figuriamoci cosa sarebbe suonarla davanti a più di 3000 persone… ma anche suonare il tamburo per una gradinata come la nostra non ha paragone… la passione per la musica si ha dentro, proprio come la passione per il tifo… e poi per la nostra società io ho già suonato la chitarra; alla presentazione della prima Igea ho suonato con il mio gruppo (GiovedìxLunedì... un po’ di pubblicità non fa mai male…), quindi posso dire aver già avuto questo onore e di aver provato questa emozione.

Riguardo alla seconda parte della domanda, l’unica cosa che mi obbligano a fare Maurollo, l’Arciere, Crazy e l’Alieno è guardare  la partita il martedì in replica visto che erigono una muraglia umana che mi impedisce di guardare oltre la ringhiera…ma lo faccio con piacere, una passione richiede anche sacrificio e per una squadra ed un pubblico come il nostro lo si può fare tranquillamente…

 

4) E’ vero che quando Crazy fa partire un coro che a te non piace, tu volontariamente gli suoni il tamburo fuori tempo per fargli gonfiare la vena?

- Diciamo che faccio comunque di tutto per farlo innervosire, i bollenti spiriti gli danno una marcia in più… la maggior parte dei cori mi piace ed in alcuni casi sarebbe opportuno mettere il tamburo a tacere… ma è più forte di me, mi piace far casino e ritengo che la ritmica sia la base del divertimento e dello spirito di qualsiasi tifoseria.

 

5) La gradinata tifo è più una rock-band o un’orchestra sinfonica?

- La gradinata nei momenti di piena euforia è paragonabile ad un concerto dei Led Zeppelin (sballo e sconvolgimento assicurati)… mentre le nostre coreografie sono paragonabili a delle opere classiche magistralmente suonate da un’orchestra sinfonica; è come se la passione per uno sport e l’attaccamento alle proprie radici, sportive e non, si fondessero per creare una stupenda opera… in gradinata c’è sempre qualcosa di nuovo, improvvisiamo sempre i nostri “assoli”… non si può mai dar niente per scontato, soprattutto quando ti trovi vicina gente come Reed, il Conte, Crazy e tutti gli altri coinvolti (“sconvolti”, direi… ndr), riescono sempre ad uscire dal cilindro qualcosa che non ti aspetti.

 

6) Mi sono sempre chiesto come sia possibile che in una città come la nostra si sia potuta radicare in maniera così viscerale la passione per il basket; tu mi sapresti rispondere?


-
Onestamente è una domanda che mi pongo sempre anch’io… e riesco a darmi sempre la stessa risposta: ”il Basket è l’alternativa”. La nostra è una città che non ti propone tanto, una città dove la routine la fa da padrona, dove purtroppo si ripetono ogni giorno sempre gli stessi scenari. Credo che la gente riesca a trovare in questa “alternativa domenicale” un mezzo per sentirsi unita, per sentirsi parte integrante di un “qualcosa di migliore” rispetto al quotidiano. Credo che il solo fatto di sentirsi tutti uniti nel celebrare una vittoria o nel crucciarsi per una sconfitta faccia sentire il popolo barcellonese unito. Paragonandolo ad un celebre cartone Disney come Peter Pan, il basket potrebbe essere considerato come una sorta di “pensiero felice” che ci allontana dalla pesantezza della vita quotidiana e ci fa “volare” verso altre mete… Barcellona ha bisogno del suo “pensiero felice” e credo che il basket lo sia.

 

7) La gradinata tifo; segni “più” e segni “meno“.


-
Sicuramente uno dei pregi della nostra gradinata tifo è la voglia di sorprendersi e sorprendere… la straordinaria inventiva e lo straordinario amore verso la propria squadra e verso i propri colori… il coro “la gente come noi non molla mai” ci rappresenta in pieno, noi non molliamo mai, non abbiamo mollato ad Agrigento, non abbiamo mollato a Latina… e sicuramente non molleremo in futuro. Abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo sempre tanto per la nostra passione.

Per quanto riguarda i difetti non saprei dirti, forse mi piacerebbe vedere ancora più persone senza voce a fine partita…

 

8) Un derby è da poco passato, un altro si avvicina…

- Eh già, Trapani è andata, fortunatamente anche con una prestazione ottima, proprio come speravo; come ho scritto nella firma del mio account sul forum per me la sconfitta di Capo D’Orlando contro i Trapanesi è stata ”uno dei tipici casi in cui la vergogna supera lo sdegno”… fortunatamente dopo l’ultimo derby la vergogna è svanita.

Per quanto riguarda il derby che si avvicina spero fortemente di poter cantare in quel di Agrigento, nel girone di ritorno, il coro “3 a 0” per noi (contando anche la partita di coppa), speriamo che i ragazzi mi facciano questo graditissimo regalo; ho ancora stampate in mente quelle finali play off, quelle scene deplorevoli a fine partita, soprattutto perché inscenate da un pubblico che di basket, a mio parere, non conosce assolutamente niente.

 

9) Trasferte, su e giù per lo Stivale...

- Purtroppo di trasferte non ho avuto la possibilità di farne molte, diciamo che si possono contare sulle dita di una mano… Non dimenticherò mai comunque le trasferte agrigentine per le finali play off, emozioni indimenticabili nonostante le sconfitte; non c’è cosa più bella che stringersi accanto alla propria squadra anche in un ambiente “nemico”… sicuramente indimenticabile è anche la trasferta di Latina, la mini sciarpata messa in scena da me, Maurinho, Maurollo e B1 sulla scalinata di piazza di Spagna non ha eguali… la gente passava e ci scambiava per ultras leccesi, dato che all’Olimpico si sarebbe giocata Roma – Lecce… stupendo attraversare le vie della capitale con la sciarpa giallorossa e la maglietta dei Crazy Boys…

 

10) Il tifo organizzato in Italia, i migliori gruppi “canori”.

- Premetto che sono sin da piccolo un tifosissimo della Fortitudo Bologna e quindi non posso non citarti la mitica Fossa, puro spettacolo e pura passione… Ritengo valida anche la tifoseria Avellinese che ricordo per uno striscione esibito in quel di Capo d’Orlando nella partita che sancì l’estromissione dai play off per l’Upea… “NOI PLAY...VOI OFF”.

Considero una delle migliori tifoserie anche quella Casertana, dotata di un cuore enorme ed un’immensa pazienza.

 

11) C’è una partita che difficilmente dimenticherai?

- Sicuramente non riuscirò mai a dimenticare la finale con Ferrara, l’invasione di campo, io che mi perdo tra la folla in un pianto a dirotto, ed il piccolo discorso di Teo Soragna culminato in quel “E ADESSO TUTTI UBRIACHI CAXXO!!”, indimenticabile…

 

12) Che ricordi hai degli anni ruggenti della Cestistica?

- Da piccolo anch’io giocavo a basket e mi sentivo parte integrante di quel sogno chiamato Cestistica. Non posso che avere ricordi bellissimi, dalle partite domenicali vissute con gli amici, agli allenamenti pomeridiani agli ordini di coach Coppolino… chi li scorderà mai, è un pezzo di me che tengo gelosamente nascosto nel mio cuore e nei miei ricordi più cari e neanche il tempo potrà portarli via… ricordi della vecchia Aia Scarpaci e del  nuovo PalAlberti… momenti che da bambino potevano sembrare normalissimi ma che a pensarci ora ti fanno venire una grandissima malinconia, ma ogni cosa ha un suo tempo; ho dato tanta passione alla Cestistica e altrettanta ne sto dando all’Igea, perché ripeto “LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI”.

 

13)  La top five della palla a spicchi; i migliori cinque di ogni tempo.

- Allora, come play  devo scegliere tra alcuni nomi; Jason Kidd, Steve Nash e Magic Johnson… la scelta tra i tre è dura ma Magic è il mio favorito di sempre.

Come guardie ti dico sicuramente i miei idoli Michael Jordan e Kobe Bryant.

Come centro scelgo Patrick Ewing…e  per finire il grande Scottie Pippen… come avrai notato non ho messo l’ala grande ma non sapendo chi scegliere tra The Air e Kobe preferisco mettere due guardie in campo…

 

14) Mettiamo alla prova la tua cultura musicale: associa un musicista ad ognuno dei componenti del roster barcellonese.

- Ciccio Guarino lo paragonerei sicuramente ad uno Slash... in cabina di regia riesce ad inventare di tutto col pallone tra le mani, un po’come fa Slash con la chitarra…

Al Panzo si addice un Joe Satriani… estremamente pulito nel gioco il primo, proprio come lo è il secondo con la chitarra, anche se alcune volte si perdono entrambi in numeri eccessivi, per la serie “il troppo stroppia”.

Ariel Svoboda lo paragonerei ad un immenso Astor Piazzolla… i suoi movimenti e la sua determinazione sono paragonabili ad un Libertango dell’artista argentino.

Ryan Bucci è il Jimmy Page della situazione... la classe non è acqua…

Bonessio lo paragonerei ad un Alex Britti... la semplicità alle volte è la chiave del successo…

Ago Li Vecchi è il Vivaldi della situazione… le sue 4 stagioni non stancano mai e nonostante l’età Ago è sempre decisivo…

Luca Bisconti è sicuramente Maurizio Solieri... il made in Italy di classe, qualità e quantità…

Manuele Mocavero lo rivedo in Zakk Wylde… potenza e prepotenza sotto canestro sia in attacco che in difesa, proprio come un assolo o un armonico dello storico chitarrista di Ozzy Osbourne…

Cicillo Giorgianni, Fratini ed Emejuru invece sono paragonabili ai Finley, quelli che cantano “diventerai una star”… chissà che i nostri ragazzi non lo diventino, glielo auguro di cuore.

 

15) Anche alla luce della seconda vittoria consecutiva lontano dal PalAlberti, dove credi potrà arrivare l’Igea di Gramenzi?

- Questa squadra ha un potenziale enorme e può arrivare veramente lontano, è stata costruita per vincere ed ha tutte le carte in regola per farlo, basta continuare sulla scia delle ultime partite e soprattutto, come dice il presidente, deve continuare ad avere una mentalità vincente.

Sono molto fiducioso, l’importante è mantenere i piedi per terra.

 

16) Siamo al capolinea, sogni e speranze per la pallacanestro barcellonese…

- I sogni sono quelli di ogni tifoso, vedere la propria squadra in serie A, e chissà, come ha detto Arciere nell’intervista precedente, magari anche vincere il Tricolore…  si spera e magari si avvera…speriamo che la squadra continui così e possa raggiungere la meta che ci siamo prefissati ad inizio stagione.

Spero di vedere questa squadra in A un giorno… un mio parente (Enzo Sindoni… buuuuuuuuhhhhhh!!!) ci ha sperato per anni ed alla fine c’è riuscito…

Adesso sogno che ci riesca la mia Igea!