
di Matteo Peppucci
VOTO 10 a Paul Marigney (33 punti in 33’, 4/5 da tre, 9 rimbalzi, 7 recuperi e 4 assist), il tipico americano che ogni anno cambia squadra ma in linea di massima o ti aiuta a salvarti o ad andare ai playoff, ne mette 30 o più 3-4 volte, fa ridere altre 2-3, e gioca molto meglio con chi non difende nemmeno se glielo ordina Mario Monti. Tutto Vero(li).
VOTO 9 a SuperMario Ghersetti (24, 11/18, 12 rimbalzi e 4 recuperi), aveva già ‘sistemato’ per benino Ndudi Ebi un paio di anni fa e il Maggiolone Cabriolet l’anno scorso, ora è arrivato Borovnjac e via, finta di sopracciglio sempre uguale agli zero all’ora e 25 susine contro gli adeguamenti studiati da Bucchi a Houston nel telone della Nasa. Si, effettivamente avete un problemino. My-day.
VOTO 8 ad Austin ‘Powers’ Freeman (35, 12/21, 4 rimbalzi e 3 assist), la guardia che ci provava. Timido non lo è mai stato, figuriamoci quando è una gara a chi tira meglio senza opposizione alcuna e a sperare che gli altri faccian canestro, “così quello lungo la prende dietro il canestro e me la ripassa che vado in attacco”. Bersaglio mobile.
VOTO 7 a Patrick Baldassarre (14, 6/10, 8 rimbalzi e 3 assist), finalmente, dopo 3-4 domeniche a pettinarsi il bulbo cercando di confermare che la cartola fosse sempre li bella presente, gioca anche a basket. E Bruttini, l’anti-sbocciatore se ce n’è uno, stavolta prende e porta a casa una valanga di schiaffoni. Bello e impossibile.
VOTO 6 a Dusan Vukcevic (13, 5/11, 3 assist), certo che avere un comunitario così e non sfruttarlo al massimo è proprio un peccato. L’Artiglio andrebbe via di testa al sol pensiero che i pick&roll è passato dal farli con Lollis al giocarli col mitico DiGiulio. Ma del resto bisogna sapersi accontentare, son tutti buoni a mangiare sempre caviale e champagne. Pasta in bianco.
VOTO 5 a Stefano Cioppi, perché ormai è un amico del Pagellone ed è il classico tipo a metà tra il ‘paraculo’ (in senso buono) e il ‘non prendersi troppo sul serio’ che francamente ritengo il meglio da intervistare e ascoltare. Però coach cavolo, la rimessa decisiva non me la puoi disegnare male. E’ come se io sbagliassi una coniugazione...Accidentaccio.
VOTO 4 all’asse Pippo Masoni (9 ma 0/3 da tre e 6 perse) - Erik Daniels (3/7 e 3 perse), forse non sarebbe stato come battere la Fortitudo che fu, però uscire dal PalaDozza col sorrisino mentre il cuginetto ex ricco rosica anche l’anima del diavolo avrebbe dato tutto un altro senso alla nebbia di Santerno Est. Autostrada deserta.
VOTO 3 ad Alessandro Di Giacomo, 2 falli e una pietrata in meno di un minuto (-3 di valutazione, come il voto). Quando si dice una botta e via si esagera, in confronto a sta roba qua. L’attimo (s)fuggente.
VOTO 2 a Giacomo Eliantonio (1/3), ma non tanto per la solita pochezza espressa in campo. Ogni anno è una regressione: si vede che gli piace la teoria dei numeri negativi. Inversamente proporzionale (a cosa non si sa).
VOTO 1 a Greg Renfroe (3/9 e 6 perse), non che Maestrello abbia fatto meglio ma se pensi che Maestrello debba vincerti le partite che contano e l’americano di punta dormire coi tappi per paura del frastuono è meglio che pensi a qualcos’altro.
VOTO 0 a Claudio Tomassini (1/3, 0/2 ai liberi) in rappresentanza dell’encefalogramma piatto di Veroli. A una mesata dall’epurazione di Cavina, non pare sia cambiato molto. Si piglian 100 punti di continuo, non si vince neanche a pregare in aramaico, si torna a casa disintegrati nell’anima. Come Prima, più di Prima.
VOTO 10 a Paul Marigney (33 punti in 33’, 4/5 da tre, 9 rimbalzi, 7 recuperi e 4 assist), il tipico americano che ogni anno cambia squadra ma in linea di massima o ti aiuta a salvarti o ad andare ai playoff, ne mette 30 o più 3-4 volte, fa ridere altre 2-3, e gioca molto meglio con chi non difende nemmeno se glielo ordina Mario Monti. Tutto Vero(li).
VOTO 9 a SuperMario Ghersetti (24, 11/18, 12 rimbalzi e 4 recuperi), aveva già ‘sistemato’ per benino Ndudi Ebi un paio di anni fa e il Maggiolone Cabriolet l’anno scorso, ora è arrivato Borovnjac e via, finta di sopracciglio sempre uguale agli zero all’ora e 25 susine contro gli adeguamenti studiati da Bucchi a Houston nel telone della Nasa. Si, effettivamente avete un problemino. My-day.
VOTO 8 ad Austin ‘Powers’ Freeman (35, 12/21, 4 rimbalzi e 3 assist), la guardia che ci provava. Timido non lo è mai stato, figuriamoci quando è una gara a chi tira meglio senza opposizione alcuna e a sperare che gli altri faccian canestro, “così quello lungo la prende dietro il canestro e me la ripassa che vado in attacco”. Bersaglio mobile.
VOTO 7 a Patrick Baldassarre (14, 6/10, 8 rimbalzi e 3 assist), finalmente, dopo 3-4 domeniche a pettinarsi il bulbo cercando di confermare che la cartola fosse sempre li bella presente, gioca anche a basket. E Bruttini, l’anti-sbocciatore se ce n’è uno, stavolta prende e porta a casa una valanga di schiaffoni. Bello e impossibile.
VOTO 6 a Dusan Vukcevic (13, 5/11, 3 assist), certo che avere un comunitario così e non sfruttarlo al massimo è proprio un peccato. L’Artiglio andrebbe via di testa al sol pensiero che i pick&roll è passato dal farli con Lollis al giocarli col mitico DiGiulio. Ma del resto bisogna sapersi accontentare, son tutti buoni a mangiare sempre caviale e champagne. Pasta in bianco.
VOTO 5 a Stefano Cioppi, perché ormai è un amico del Pagellone ed è il classico tipo a metà tra il ‘paraculo’ (in senso buono) e il ‘non prendersi troppo sul serio’ che francamente ritengo il meglio da intervistare e ascoltare. Però coach cavolo, la rimessa decisiva non me la puoi disegnare male. E’ come se io sbagliassi una coniugazione...Accidentaccio.
VOTO 4 all’asse Pippo Masoni (9 ma 0/3 da tre e 6 perse) - Erik Daniels (3/7 e 3 perse), forse non sarebbe stato come battere la Fortitudo che fu, però uscire dal PalaDozza col sorrisino mentre il cuginetto ex ricco rosica anche l’anima del diavolo avrebbe dato tutto un altro senso alla nebbia di Santerno Est. Autostrada deserta.
VOTO 3 ad Alessandro Di Giacomo, 2 falli e una pietrata in meno di un minuto (-3 di valutazione, come il voto). Quando si dice una botta e via si esagera, in confronto a sta roba qua. L’attimo (s)fuggente.
VOTO 2 a Giacomo Eliantonio (1/3), ma non tanto per la solita pochezza espressa in campo. Ogni anno è una regressione: si vede che gli piace la teoria dei numeri negativi. Inversamente proporzionale (a cosa non si sa).
VOTO 1 a Greg Renfroe (3/9 e 6 perse), non che Maestrello abbia fatto meglio ma se pensi che Maestrello debba vincerti le partite che contano e l’americano di punta dormire coi tappi per paura del frastuono è meglio che pensi a qualcos’altro.
VOTO 0 a Claudio Tomassini (1/3, 0/2 ai liberi) in rappresentanza dell’encefalogramma piatto di Veroli. A una mesata dall’epurazione di Cavina, non pare sia cambiato molto. Si piglian 100 punti di continuo, non si vince neanche a pregare in aramaico, si torna a casa disintegrati nell’anima. Come Prima, più di Prima.